È morta dopo cinque mesi la donna che era stata aggredita a martellate dal marito, lo scorso 9 maggio, a bordo di un autobus nei pressi di Santa Lucia di Stroncone, in provincia di Terni. La donna, ridotta in fin di vita dal 43enne marocchino Mohamed El Messaoudi, era stata trasferita all’ospedale di Terni in gravissime condizioni. Inutili le cure disperate nelle scorse settimane, i colpi le avevano provocato danni irreversibili. Il marito era stato arrestato dai carabinieri tre giorni dopo l’aggressione con l’accusa di tentato femminicidio pluriaggravato. Attualmente si trova in carcere. Con la morte della donna, la sua posizione giudiziaria è destinata ad aggravarsi.
L’aggressione sul bus
La donna era appena salita su un autobus di linea quando il marito l’aveva colpita ripetutamente alla testa con un martello. L’uomo, che portava il braccialetto elettronico in seguito a precedenti violenze nei confronti della moglie, si era dato alla fuga. Nei pressi dell’autobus gli investigatori avevano ritrovato sia il martello utilizzato per l’aggressione sia il braccialetto elettronico, che l’uomo si era strappato. “Se anche (il braccialetto, ndr) avesse funzionato al 100%la signora non avrebbe avuto scampo”, aveva spiegato il procuratore di Terni, Antonio Laronga. “Ci avrebbe dato l’alert quando è salita sull’autobus. Ci sarebbe stato un tempo insufficiente per le forze dell’ordine per intervenire”. El Messaoudi era stato infine rintracciato e arrestato tre giorni dopo l’aggressione, dopo essere stato riconosciuto dal personale e dai clienti di un bar della zona.
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