È uscito nelle sale italiane ‘The Smashing Machine’, il film che vede Dwayne Johnson nei panni del leggendario lottatore MMA Mark Kerr. Sotto la guida del regista Benny Safdie – Leone d’argento per la miglior regia all’ultimo Festival di Venezia – Johnson abbandona i toni da blockbuster per una performance più cruda e intima. Una trasformazione fisica e artistica che molti critici già considerano “da Oscar”.
“The Rock” come non lo avevamo mai visto
Fin dal trailer, Johnson era apparso irriconoscibile: volto segnato, fisico massiccio ma diverso dal suo consueto “build”, sguardo che alterna violenza e vulnerabilità. Il film racconta la carriera e la caduta di Mark Kerr, campione UFC la cui vita è stata segnata dal successo, dall’abuso di sostanze e dal bisogno di riscatto.
Safdie, alla sua prima regia in solitaria dopo collaborazioni di culto, ha scelto un tono documentaristico che unisce il pathos sportivo alla drammaticità umana. Johnson interpreta Kerr come un uomo in conflitto con sé stesso, non solo un eroe da ring, e questo cambio di registro gli vale già parole come “rivelazione” e “interpretazione più intensa della carriera”.
Un biopic sportivo che sfida i cliché
“The Smashing Machine” non si accontenta di raccontare match e vittorie: esplora la dipendenza, la vulnerabilità e il prezzo della gloria nel mondo delle arti marziali miste. Il regista ha ricostruito training, lottato scenari e momenti di vita reale con attenzione quasi documentaristica, permettendo allo spettatore di entrare nel dolore, nell’ossessione e nella trasformazione di Kerr. Molti critici non hanno potuto fare a meno di paragonarlo a Toro Scatenato, il capolavoro con Robert De Niro che scandagliava non solo la forza fisica del campione ma anche la sua lotta interiore, e i lati oscuri di chi combatte per cambiare il proprio destino.
La critica ha risposto positivamente. Presentato in concorso a Venezia il film ha ricevuto una lunga standing ovation di 15 minuti, con il pubblico che ha apprezzato soprattutto l’interpretazione del protagonista.
Un attore che non smette di stupire
Se questo film segna un momento cruciale, non è l’unico progetto che testimonia la nuova fase di Johnson. Nelle ultime ore è stato pubblicato anche il trailer di Oceania (2026), live-action del classico Disney, in cui Johnson riprende il ruolo del semidio Maui e in cui figura anche come co-produttore.
Una programmazione serrata, tra ruoli da protagonista, produttore e doppiatore, certifica che l’attore non vuole semplicemente continuare a dominare i botteghini, ma ridefinire il proprio percorso. Con ‘The Smashing Machine’, la carriera di Johnson sembra aver trovato una nuova traiettoria, con meno azione e più emozione. Una traiettoria che potrebbe proiettarlo tra le stelle più luminose di Hollywood.