A Torino, Eat Piemonte la dava come notizia scontatissima. Il Corriere della Sera ci va più diplomatico. Ma la sostanza è la stessa: Torino rischia di perdere la stella Michelin assegnata al ristorante Unforgettable nell’edizione 2022 della Guida.
Format di fine dining che prevedeva – al momento il ristorante è chiuso – un solo bancone con 10-12 sgabelli. E un faccia a faccia con gli chef. Che erano Stefano Mancinelli e Sabrina Stravato, autori di un primo miracolo. Avevano infatti conservato la stella dopo la partenza di Christian Mandura. Cioè lo chef che concepì il locale nel 2019, conquistò il riconoscimento Michelin e lo condusse fino al 2024. Format che ha fatto molto discutere e che ora ha un problema perché oltre ai 2 chef in cucina c’era solo un lavapiatti. In pratica la brigata non c’è più e il rischio di perdita della stella è alto.
Dal 1º Settembre è terminata la nostra collaborazione con il ristorante Unforgettable. In questo anno e mezzo alla guida del progetto, abbiamo portato avanti il nostro lavoro seguendo una visione che ad oggi non è più possibile perseguire. Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti e del lavoro svolto. Grazie, Stefano e Sabrina.
Brigata della stella quasi azzerata a Torino
Mancinelli e Stravato hanno rassegnato le dimissioni il 31 agosto dopo aver preso le redini della cucina nel 2024 e aver combinato il bancone tête à tête con il mix tra dolce e salato nel menù Confine. Che è valso il premio Passion Dessert 2026 della Michelin alla stella di Torino. Una vittoria che aveva dato ragione all’intuizione dei due chef che hanno lasciato perché “s’è interrotto il rapporto di fiducia con la proprietà. Abbiamo visioni diverse, modi differenti di concepire il lavoro. Abbiamo retto fino alla fine, ma poi abbiamo ritenuto più serio lasciare per cercare nuove strade. Il nostro unico obiettivo è cucinare bene e fare felici i clienti, non volevamo rimanere in una situazione in cui non potessimo essere concentrati esclusivamente su questo”. Così Mancinelli ha spiegato le ragioni dell’addio al Corriere.
Se la notizia sembrava scontata, le ragioni elencate da Eat Piemonte sono di tutt’altro tenore. “In realtà da mesi si rincorrono voci (da dimostrare) di difficoltà economiche di Mickie Briguglio, ritardi nei pagamenti di fornitori e stipendi”. Briguglio è il proprietario del ristorante oltre che di un’altra insegna, Maison Capriccioli, di cui si sono perse le tracce.
Il fine dining (non) è morto con Unforgettable Torino

L’addio dei due chef significa che il fine dining è morto per l’ennesima volta? La domanda è consequenziale. La risposta è giustapposta. “Assolutamente no, Unforgettable è un format del tutto sostenibile: tre sole persone per servirne una dozzina con uno scontrino medio rilevante. Funziona, i conti tornano. E anche dal punto di vista della critica, siamo riusciti a mantenere la stella Michelin”.
Quadrano i conti, quadra la critica e quadra la soddisfazione del pubblico. Sembra uno spreco gettare alle ortiche una stella Michelin a Torino che, pur attaccata da chi vuole il ritorno alle trattorie, continua a deviare flussi di consumatori. A meno che sotto la Mole non siano attrezzati a fare miracoli e a creare nuovi trend. Non vi dicono nulla i croissant cubici e la frutta realistica nei croissant?
A ottobre vedremo se il ristorante riaprirà come annunciato dalla proprietà e a novembre se sarà mantenuta la stella Michelin. Nel frattempo Stefano Mancinelli e Sabrina Stravato continueranno il loro lavoro come “ex stellati”. Hanno avvertito la Guida Michelin della loro decisione subito. “Le abbiamo scritto subito dopo aver presentato le dimissioni, sabato. Ci hanno risposto lunedì, prendendo atto, ringraziando della trasparenza e dicendoci che seguiranno con attenzione il nostro percorso”.
Vorrebbero aprire un locale tutto loro, sempre a Torino. Lui è di Trofarello, lei di La Loggia e sentono di poter aver riscontro dai clienti piemontesi che pur sono considerati tradizionalisti. Formula diversa da Unforgettable, ma che un’altra stella possa brillare di nuovo su Torino. Anche se non si vedono in un ristorante classico, con i tavoli e tutto quanto.
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