Traffico illecito di rifiuti: 29 arresti in Calabria

Traffico illecito di rifiuti:  29 arresti in Calabria

Custodia cautelare in carcere per quindici degli indagati, domiciliari per gli altri. L’operazione diretta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro

Sono 29 le persone ritenute responsabili a vario titolo di reati legati al traffico illecito di rifiuti, oltre che furto aggravato e violazione dei sigilli nei comuni di Lamezia Terme, San Pietro a Maida, Curinga e Settingiano. Si chiama “Quarta Chiave” l’operazione con cui eseguendo un’ordinanza di misura cautelare su richiesta del procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri. Nello specifico per 15 indagati è stata disposta la misura cautelare della detenzione in carcere, per 14 indagati la misura cautelare degli arresti domiciliari. E’ stato disposto il sequestro preventivo per le organizzazioni aziendali coinvolte: si tratta di due imprese individuali e quattro società a responsabilità limitata.

Il provvedimento è fondato sugli esiti dell’attività investigativa  condotta dai Carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, a seguito di un vasto incendio di rifiuti, avvenuto l’11 luglio nell’insediamento rom di contrada Scordivillo, a Lamezia Terme, con lo sprigionamento di fumi tossici che hanno interessato la ferrovia ed l’ospedale vicino, il “Giovanni Paolo II”.

All’interno del sito di Scordovillo, si è scoperta una vera e propria realtà imprenditoriale che, in violazione delle norme di settore, era dedita alla raccolta e trasporto di rifiuti presso ditte specializzate nella preparazione e riciclo di rottami ferrosi che, a loro volta, ricevevano illecitamente i carichi conferiti.

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