Trump da Xi con finanza e Big tech: “Cercherà una tregua fra potenze”

Roma, 13 maggio 2026 – Una visita interlocutoria, nonostante le grandi attese. Secondo Francesco Sisci, sinologo e direttore del think tank Appia Institute il presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jiping oggi a Pechino si limiteranno a prendersi le misure. Ad accompagnare Trump ci saranno imprenditori e figure di vertice di imprese americane, da Elon Musk di X e SpaceX e Tim Cook di Apple ai vertici di Boeing e Blacrock.

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Professor Sisci, in che clima arriva il vertice tra Trump e Xi?

“Trump si presenta al summit in una fase complicata: la situazione in Iran resta instabile, la strategia sui dazi ha incontrato molte resistenze e anche tra gli alleati americani crescono malumori e perplessità. Detto questo, neppure la Cina può davvero rivendicare grandi successi. Ha retto l’urto iniziale della guerra commerciale, ma i suoi partner strategici, dalla Russia all’Iran, non stanno attraversando un momento favorevole. In realtà nessuno dei due leader si presenta con tutti gli assi in mano. Sarà soprattutto un vertice esplorativo: Trump e Xi cercheranno di capire fino a che punto possono spingersi e proveranno a costruire una tregua temporanea, probabilmente valida fino alle elezioni di midterm americane”.

Quali saranno i temi?

“Il tema centrale sarà quasi certamente quello economico e commerciale. Si parlerà anche dell’Iran, mentre Taiwan resterà sullo sfondo. Naturalmente è sempre uno dei principali termometri delle relazioni tra Washington e Pechino, ma non credo sarà il dossier dominante. La questione taiwanese è troppo delicata e complessa perché da questo incontro possano emergere svolte significative. Più che un summit destinato a produrre grandi risultati, sarà un incontro ‘a tempo’: un tentativo di congelare le tensioni per alcuni mesi, almeno fino al voto negli Usa”.

E dopo? Come potrebbero evolvere le relazioni?

“Oggi è molto difficile fare previsioni. La situazione internazionale cambia continuamente e ci sono troppi fattori instabili. In Iran non sappiamo se si arriverà a un compromesso, a un congelamento del conflitto oppure a un’escalation. Anche il quadro ucraino è incerto. A questo si aggiungono le tensioni sui prezzi energetici, il rischio inflazione e le incognite sui mercati finanziari. Viviamo in una fase dominata dall’imprevedibilità e i prossimi mesi saranno turbolenti. Per questo il vertice tra Trump e Xi non va letto come un momento risolutivo, ma piuttosto come un tentativo di gestire una relazione sempre più competitiva evitando, almeno nel breve periodo, uno scontro diretto”.

In che condizioni si trova oggi l’economia cinese?

“L’economia cinese vive una situazione quasi paradossale. Sul piano esterno continua a performare molto bene. All’interno, però, emergono problemi strutturali sempre più evidenti. I consumi interni faticano a ripartire e il debito aumenta”.