Trump e Meloni, dalla ‘very special relationship’ allo scontro aperto: cosa è successo

Roma, 20 giugno 2026 – Sembra passato un secolo da quando il presidente Usa Donald Trump tesseva le lodi della premier italiana Giorgia Meloni accogliendola alla Casa Bianca: “Una persona eccezionale, uno dei veri leader del mondo”. E gli elogi si sprecavano in più occasioni: “Una donna fantastica”, “beautiful woman”, “una leader incredibile e molto rispettata”, tanto che il 19 gennaio 2025 Meloni è l’unica leader di governo Ue presente alla cerimonia d’insediamento di Trump. Un segnale della “very special relationship”, come la definivano a Washington, quella particolare vicinanza con il tycoon più volte rivendicata dalla stessa premier che ha anche cercato di far valere a livello internazionale i suoi buoni rapporti presentandosi quasi come una sorta di ‘mediatrice’ tra Europa e Stati Uniti, anche in virtù di una certa affinità ideologica con Trump.

Ma questo è il passato, neppure tanto remoto. La svolta è arrivata con la guerra in Iran e crisi di Hormuz, che ha aperto una frattura nel rapporto tra Donald e Giorgia, fino all’attacco frontale del tycoon dopo il G7 di Evian.

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Il primo faccia a faccia a Parigi

“Meloni è piena di energia, è fantastica”, dice Trump dopo il colloquio all’Eliseo l’8 dicembre 2024, a margine della riapertura di Notre Dame, quando è presidente eletto ma non ancora in carica.

epa11806741 A handout picture made available by the Chigi Palace (Palazzo Chigi) Press Office shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni (R) meeting with US President-elect Donald Trump at his residence in Mar-a-Lago resort, Palm Beach, Florida, USA, 04 January 2025 (issued 05 January 2025). EPA/FILIPPO ATTILI/CHIGI PALACE PRESS OFFICE HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Il blitz di Meloni a Mar-a-Lago

 Il 4 gennaio 2025 la premier italiana vola in Florida, nel pieno del rapimento di Cecilia Sala in Iran. Partecipa a una cena nella residenza del tycoon, che resta impressionato da una leader che “ha davvero preso d’assalto l’Europa”. Qualche giorno dopo aggiunge: “Gli altri leader hanno mostrato grande rispetto per il nostro Paese. Meloni è volata fin qui per poche ore solo per vedermi”.

La premier unica leader Ue all’Inauguration day

Quindici giorni dopo la visita a a Mar-a-Lago, il 19 gennaio 2025, Meloni è l’unica leader di governo Ue a Capitol Hill per l’insediamento di Trump, che il 24 gennaio a Davos lascia intendere come il rapporto personale con la premier (“Mi piace molto, vediamo cosa succede”) possa valere un’esenzione dai dazi contro un’Ue che “ci tratta molto male”.

Di nuovo alla Casa Bianca

Il 17 aprile Meloni viene ricevuta a Washington, e invita Trump in Italia con l’idea di “organizzare un incontro con l’Europa”.

“Meloni ama il suo Paese e l’impressione che ha lasciato su tutti è stata fantastica!!!”, scrive il presidente Usa sui social. Appena rientrata a Roma, la Premier incontra il vice di Trump, JD Vance, che un mese più tardi si siederà con Ursula von der Leyen al tavolo a Palazzo Chigi.

Il funerale di Papa Francesco

Durante il funerale di Papa Francesco, il 26 aprile, Meloni e Trump hanno un breve colloquio in Vaticano. Qualche settimana più tardi la premier definirà l’alleato “coraggioso, schietto, determinato”, un leader “che difende i suoi interessi nazionali”. Rivendicando anche di sapergli parlare “con franchezza”: “Ci capiamo bene anche quando non siamo d’accordo”.

Il colloquio sulla panchina al G7

 Il G7 in Canada è stravolto dalle prese di posizione di Trump. Quella su Vladimir Putin possibile mediatore con Teheran spiazza Meloni. I due parlano a lungo su una panchina di legno del resort di Kananaskis, da soli, senza staff, prima della cena che sblocca la dichiarazione sulla crisi Israele-Iran.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni alla Casa Bianca durante i colloqui sulla guerra in Ucraina il 19 agosto 2025 (Ansa)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni alla Casa Bianca durante i colloqui sulla guerra in Ucraina, cui hanno partecipato anche Volodymyr Zelensky e i leader europei, Washington, 19 agosto 2025 Ansa / Filippo Attili – ufficio stampa Palazzo Chigi ++FOTO DIFFUSA DALL’UFFICIO STAMPA DI PALAZZO CHIGI – USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO – NON ARCHIVIARE Â? FOTO NON IN VENDITA – DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI – NPK+++

Il tavolo sull’Ucraina

Meloni torna a Washington il 17 agosto, con gli altri leader convocati da Trump per l’incontro con Volodymyr Zelensky. Il padrone di casa la definisce “una grande leader, d’ispirazione per tanti”, che “nonostante la giovane età governa da molto, altri non durano come lei”. “Governerai a lungo”, dice Trump a Meloni.

Sul palco a Sharm

Il presidente Usa e la premier italiana Si rivedono in Egitto il 13 ottobre, al vertice di pace per Gaza, dopo il piano annunciato da Trump, “che squarcia le tenebre”, secondo Meloni.

“Chi è questa donna?”, scherza il tycoon accogliendola sul palco: “Una governante molto forte, sta facendo un bel lavoro”.

Dal nobel alle critiche

La conferenza stampa di inizio 2026 serve a Meloni anche a ribadire che quando non è d’accordo con Trump non si astiene dal dirglielo. Gli chiede di riaprire la configurazione del Board of Peace per Gaza, o l’Italia sarà solo “osservatore”. E il 23 gennaio auspica di poterlo candidare al Nobel per la pace. L’8 marzo, al Corriere, il tycoon torna a parlare della premier, che continua a essere “un’ottima leader e una mia amica”, una partner che “cerca sempre di aiutare”.

Prima frattura dopo le critiche al Papa

La frattura tra Trump e Meloni si consuma il 15 aprile 2026, dopo che la premier italiana aveva definito “inaccettabili” le parole del presidente Usa nei confronti di Papa Leone XIV, definito un “debole” in politica estera. La risposta arriva in un intervista rilasciata al Corriere della Sera, dove attacca direttamente Meloni per il mancato sostegno nell’offensiva a Hormuz. “Pensavo fosse diversa, non è più la stessa persona – afferma –. A lei non importa se l’Iran ha un’arma nucleare e che farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. Pochi giorni dopo il tycoon rincara la dose su Fox News: “Il nostro rapporto non è più lo stesso”.

Rubio e la visita del disgelo

Un primo tentativo di disgelo arriva con la visita in Italia del segretario di Stato Marco Rubio, che l’8 maggio 2026 incontra Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. “Abbiamo parlato di Ucraina, abbiamo parlato di Cina e della prossima visita del presidente americano” in Italia, spiega Meloni ai giornalisti.

Il G7 di Evian

L’ultimo incontro ufficiale tra Meloni e Trump, in occasione del G7 di Evian, dal 15 al 17 giugno, chiarisce che la frattura è ormai insanabile. “Non ci sono state recriminazioni, abbiamo parlato di quello che è successo” spiega Meloni alla stampa, “alla fine ognuno capisce qual è il punto di vista dell’altro e quindi siamo ripartiti su quello che si può fare nei prossimi mesi”.

Da Evian arrivano immagini di Trump e Meloni vicini: la stampa italiana e internazionale inizia a parlare di ‘disgelo’. Ma la realtà è ben diversa, almeno per il tycoon.

La telefonata con la7

L’ipotesi di un riavvicinamento tra i due leader viene freddata bruscamente e –  si direbbe –, definitivamente, con la telefonata del presidente americano divulgata dalla ttrasmissione de la 7 ‘L’Aria che Tira’. “Mi ha implorato di fare una foto con lei – racconta Trump alla stampa –, mi ha fatto pena”.

La risposta di Meloni è immediata e arriva con un video sui social in cui la premier non lascia spazio al dubbio: “Pura invenzione. Trump ricordi che l’Italia e io non imploriamo mai”.

Leader europei e tutti i politici italiani, anche d’opposizione, esprimono solidarietà a Meloni, che riceve anche la telefonata di sostegno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea che le parole di Trump “offendono tutta l’Italia” e annulla la visita ufficiale negli Stati Uniti prevista per il 21 e 22 giugno.