Intorno ai plessi della città crescono isole di accoglienza. Per sottrarre gli studenti allo smog e dare nuove opportunità di socialità. Grazie all’impegno del circolo di Legambiente
di ASSIA LA ROSA
Dal mensile di settembre. Creare una città amica dei bambini, garantendo il diritto dei più piccoli di camminare in sicurezza per le strade, favorendo la loro autonomia, incentivando modalità di spostamento attive e sostenibili, abbassando il livello di inquinanti che ogni giorno respirano negli spazi a loro dedicati. Tutto questo è racchiuso nel progetto che Legambiente Catania sta portando avanti da mesi nel capoluogo etneo e che è già approdato tra le aule dell’Istituto comprensivo statale C.B. Cavour – plesso centrale di via Carbone e plesso di via Pantano – e dell’Istituto Comprensivo Statale XX Settembre.
Una piccola rivoluzione in una città ancora troppo grigia e spesso non “a misura di bambino”
A seguito di un lungo percorso con i rappresentanti delle scuole e del Comune di Catania, con i genitori, i residenti e i commercianti della zona, i volontari del capoluogo etneo hanno avviato un processo di educazione ambientale tra i banchi, contestualmente a una progettazione delle aree adiacenti le scuole interessate, con l’obiettivo di creare le prime “Strade scolastiche” catanesi. Un’iniziativa sposata da laboriusa.it, piattaforma di crowdfunding siciliana, che ha avviato una raccolta fondi dal basso per l’acquisto degli arredi urbani e la messa a verde degli spazi chiusi al traffico e pedonalizzati. Una piccola grande rivoluzione per una città ancora troppo grigia, non a “misura di bambino” possibile grazie all’entusiasmo e all’attivismo di Legambiente Catania. «Gli ingressi delle nostre scuole troppo spesso sono caratterizzati da traffico e ingorghi di auto in doppia fila, che impediscono ai bambini di muoversi in un ambiente salubre – sottolinea Viola Sorbello, presidente del circolo dell’associazione – il Decreto Semplificazioni ha introdotto il concetto di “Zona scolastica”: un’area urbana in prossimità della quale si trovano edifici scolastici, in cui è garantita particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente. Un esperimento avviato a Catania nel 2020, con la trasformazione della strada adiacente l’Istituto scolastico XX Settembre in un’isola pedonale colorata e a disposizione dei bambini, che pochi mesi fa ha visto anche il coinvolgimento di un secondo istituto, la scuola Cavour, che si trova in una delle aree più critiche della città per traffico e inquinamento. Un percorso – aggiunge Sorbello – che è stato possibile realizzare grazie a scuole virtuose, genitori fiduciosi e dirigenti appassionati».
Fate largo
Per gli alunni, che negli scorsi mesi hanno incontrato i volontari di Legambiente per pensare insieme e costruire la loro idea di strada scolastica, l’inaugurazione della Strada scolastica è stata una vera e propria festa, con danze, musica e girotondi: «Per testimoniare alla città il loro impegno hanno raccontato come, insieme ai loro genitori, hanno raccolto i fondi per acquistare arredi, alberi e vernici per abbellire, colorare la strada e migliorare la vivibilità degli spazi», aggiunge Viola Sorbello. I progetti partecipativi hanno visto il finanziamento di circa 5mila euro, grazie a oltre 200 donatori che hanno detto “No” a parcheggi selvaggi e a bambini che camminano proprio all’altezza dei tubi di scappamento; “No” al cemento e agli spazi urbani al servizio dei motori; “Sì” all’educazione ambientale e alle nuove strategie educative sui cambiamenti climatici e sulla mobilità sostenibile. «Catania è una città afflitta da gravi problemi di inquinamento e di mobilità, ultima in tutte le classifiche nazionali che riguardano la vivibilità e la sostenibilità urbana – continua la presidente di Legambiente Catania – in un’area con livelli di traffico molto intenso e con una media di 77 auto ogni 100 abitanti non è semplice far cambiare le abitudini ai cittadini, tant’è che le proposte di pedonalizzazioni di strade o piazze portate avanti in questi anni dal circolo di Catania hanno trovato nelle istituzioni, preoccupate dalle reazioni dei cittadini e soprattutto dei commercianti, un muro di gomma. Abbiamo fatto un grande lavoro per far sì che la nostra idea potesse diventare realtà, coinvolgendo soprattutto gli studenti – dice Sorbello – con azioni di sensibilizzazione attraverso il gioco e l’arte per creare “isole di socialità”. Possiamo ritenerci soddisfatti, perché davanti alle scuole coinvolte stanno sorgendo dei veri e propri “luoghi di accoglienza”, realizzati grazie al supporto creativo dei piccoli».
Si scrive “urbanistica tattica”, si legge “educazione e civiltà”, grazie a un processo che nasce dal basso, coinvolgendo maestri, professori, genitori e tutti i cittadini che vogliono contribuire al cambiamento.
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