Vaccini e Decreto Covid, vertice Draghi-Regioni/ Riaperture e piani dosi: cosa cambia

Vaccini e Decreto Covid, vertice Draghi-Regioni/ Riaperture e piani dosi: cosa cambia

È previsto alle ore 16 il video collegamento del vertice voluto dal Governo con i rappresentanti delle Regioni per discutere del piano vaccini – “aggiornato” con le ultime linee guida – e sulle riaperture/chiusure del prossimo Decreto Covid. Per l’esecutivo saranno presenti il Premier Mario Draghi, i Ministri Speranza (Salute) e Gelmini (Affari Regionali), il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il commissario all’emergenza gen. Francesco Paolo Figliuolo; le Regioni invece saranno guidate al solito dal Presidente della Conferenza Stefano Bonaccini e dal vice Giovanni Toti.

Dopo lo scontro a distanza per le dure parole dette in Parlamento la scorsa settimana, Draghi tenta di “ricucire” con i territori provando a uniformare al più possibile le campagne vaccinali e lodando – come detto venerdì in conferenza stampa – lo sforzo che stanno facendo le Regioni per accelerare il più possibile con le somministrazioni ad anziani e categorie più fragili. «Difficile da accettare, trascurano gli anziani in favore di gruppi di potere», queste parole di Draghi avevano scatenato non poche polemiche in alcuni Presidenti di Regione, oggi il vertice apposito per ricucire da un lato e per lanciare l’obiettivo di 500mila dosi al giorno da metà aprile (se non prima) in poi e per indicare la strategia a “doppio binario” del commissario Figliuolo (hub e punti vaccinali nelle città, postazioni mobili per raggiungere in maniera capillare i paesi e le zone più isolate).

PIANO VACCINI, DRAGHI CERCA DI UNIFORMARE I PIANI

Le nuove linee guida del piano Figliuolo sui vaccini prevedono la costituzione di centri vaccinali in ogni parte d’Italia, mandando in “soffitta” l’idea delle primule e affidandosi al ruolo logistico di primo piano dell’Esercito e della Protezione Civile. I casi AstraZeneca, Sputnik e in generale la richiesta di maggiori dosi sui territori verrà messa una volta per tutte nero su bianco nell’incontro odierno: il Governo informerà le Regioni del preciso calendario di forniture in arrivo (come già da qualche settimana sta producendo il commissario Figliuolo, ndr). «Il Governo stringa i bulloni ora», è la richiesta partorita ieri dal Presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini intervenuto a “Mezz’ora in più” su Rai3 in polemica contro il collega della Campania De Luca (che ha trovato accordo per il vaccino russo, ndr), «Nessuna Regione italiana può acquistare i vaccini per conto proprio, per come stanno le regole oggi, se le regole cambieranno vedremo».

Il presidente Css e coordinatore Cts Franco Locatelli a “Che tempo che fa” ieri sera ha invece sottolineato l’importanza dell’accelerazione sui vaccini da qui fino a maggio: «La fascia fra i 70-79 anni va tutelata prioritariamente, è una fascia con una mortalità del 10%. Anche nella prima fascia di persone vaccinate è stato seguito il criterio anagrafico, insieme agli operatori sanitari sono stati ammessi over 80 e personale delle Rsa, e notiamo già una flessione dei contagi. Si è data priorità anche a soggetti vulnerabili, si è cercato di proteggere i più fragili, e anche qui il criterio dell’età è importante».

NUOVO DECRETO COVID: POSSIBILI RIAPERTURE?

Il vertice con le Regioni però non sarà solo piano vaccini e aggiornamento sulle forniture: in vista del prossimo 7 aprile, sarà discusso il nuovo Decreto Covid che dovrà integrare le regole anti-pandemia per l’intero mese di aprile sostituendo gli ultimi due provvedimenti in scadenza (Dpcm e Decreto Covid 13 marzo). Le misure e le restrizioni sono già state anticipate in larga parte dallo stesso Draghi nella conferenza stampa di venerdì scorso (no zone gialle, scuole aperte fino alla prima media in presenza, conferma di coprifuoco e divieto spostamenti tra Regioni), ma sono diversi i nodi ancora da dirimere e sciogliere con i rappresentanti regionali: in primis, il tema delle possibili riaperture di alcuni settori. Come anticipa l’agenzia ANSA, nel Decreto Covid potrebbe essere inserita una norma che consenta una sorta di “verifica” a metà aprile delle condizioni epidemiologiche per eventualmente portare alcune riaperture su scuole superiori, eventi (musei, cinema, teatri) e ristorazione (bar e ristoranti aperti a pranzo in zona gialla).

Sarebbe questo un punto di mediazione tra l’ala “rigorista” (Pd-M5s-Leu) e quella più aperta ad allentare le restrizioni sugli italiani (Cdx-Italia Viva): tale “verifica” non dispiace affatto ai membri di Governo del Centrodestra che invitano a non dare per scontato che il nuovo Decreto ponga chiusure come quelle attuali fino al prossimo 30 aprile. Tra le altre misure che saranno contenute nel nuovo provvedimento in arrivo da dopo Pasqua vi saranno anche norme ad hoc per il personale sanitario: l’obbligo di vaccinarsi per medici e infermieri a contatto con il pubblico e lo ‘scudo penale’ per chi somministra le dosi limitando la punibilità ai soli casi di colpa grave. Nelle prossime ore è invece atteso un nuovo parere del Cts che possa fornire l’ultimo aggiornamento sui dati epidemiologici utili a fissare le regole del Decreto Covid, con il testo di bozza che potrebbe essere pronto mercoledì e andare in Cdm il giorno stesso, al più tardi giovedì santo.

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