
È stato raggiunto il 13 giugno nella terza e ultima giornata di lavori del summit dedicata ad ambiente e lotta alla crisi climatica. Von der Leyen: “Mantenere alla portata l’aumento della temperatura di 1,5 gradi”
Il 13 giugno, nella terza e ultima giornata del vertice G7 tenutosi in Cornovaglia, si è parlato di ambiente e lotta contro il cambiamento climatico. Un summit in cui il clima è stato al centro del confronto tra i governanti delle principali potenze del pianeta e che ha animato anche manifestazioni di protesta lungo le strade di Carbis Bay.
I leader del G7 hanno assunto impegni ancor più rigorosi per abbattere le emissioni e frenare il riscaldamento delle temperature globali future in modo che non sfori gli 1,5 gradi. Nel vertice è stato inoltre illustrato un piano finanziario per la realizzazione d’infrastrutture ecologicamente sostenibili nei Paesi in via di sviluppo. Un piano che verrà nuovamente discusso in occasione della conferenza internazionale sul clima CoP26 in programma a Glasgow a novembre. Sono state poi discusse le strategie da condividere per fermare l’impoverimento delle biodiversità nel mondo entro il 2030. Il Regno Unito, da padrone di casa del G7, ha lanciato la proposta di un contributo da mezzo miliardo di sterline da destinare attraverso lo Uk Blue Planet Fund a Paesi come Ghana, Indonesia e isole del Pacifico contro la pesca sregolata e l’inquinamento dei mari, in difesa dell’ecosistema costiero e a tutela delle barriere coralline.
G7 in Cornovaglia, nuovo accordo sul clima
Alla fine del confronto, nel pomeriggio, il raggiungimento di un nuovo accordo sul clima da parte dei Paesi del G7 è stato annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: “Sulla strada per la Cop 26. I partner del G7 stanno firmando un importante impegno congiunto per l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050 (come ultimo termine) e per mantenere alla portata l’aumento della temperatura di 1,5 gradi. Faremo tutto il possibile per attenerci all’1,5%”, ha scritto su Twitter. I leader del G7 intendono dunque “accelerare gli sforzi per ridurre le emissioni di gas serra” e dimezzarle entro il 2030, con un taglio della metà rispetto al 2010 e di oltre la metà rispetto al 2005.
C’era attesa anche per la bozza di dichiarazione Ue-Usa in vista del vertice con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden in programma il 15 giugno a Bruxelles. L’Unione Europea e Washington hanno deciso di “stabilire un gruppo di azione di alto livello Ue-Usa”. “Daremo l’esempio”, si legge nella bozza di dichiarazione, diventando “economie a zero gas serra non più tardi del 2050 ed attuando i rispettivi” obiettivi.
Sulla questione della crisi climatica è intervenuto anche il primo ministro italiano Mario Draghi, il quale nel suo intervento nell’ultima sessione di lavoro del G7 ha dichiarato che sul clima serve “un accordo ambizioso e duraturo” e serve “ora”. Il premier ha poi ricordato che in Italia il 30% delle risorse messe a disposizione dall’Ue per la ricostruzione post pandemia è stato dirottato dal nostro governo verso la transizione ecologica.