Volkswagen, la crisi morde: a rischio fino a 100mila posti di lavoro. Verso la chiusura di quattro stabilimenti

Milano, 26 giugno 2026 – Fino a 100mila posti di lavoro in meno. La crisi del settore automobilistico potrebbe portare Volkswagen a un piano di ristrutturazione pesantissimo. A fornire le cifre è la rivista Manager Magazin, che cita fonti bene informate secondo le quali il nuovo piano di tagli sarebbe stato presentato dall’amministratore delegato Oliver Blume nel corso dell’ultimo consiglio di gestione. Il piano dovrebbe essere recapitato al consiglio di sorveglianza il prossimo mese di luglio.

Il tentativo di sanare i conti

Secondo la rivista tedesca, il gruppo di Wolfsburg ha in organico 657mila dipendenti. L’obiettivo del piano è di ridurre i costi generali per 11 miliardi di euro entro il 2030 e chiudere 4 impianti produttivi in Germania: quelli di Hannover, Zwickau ed Emden di Volkswagen e quello di Neckarsulm di Audi. La chiusura potrebbe avvenire “a medio termine”. Tuttavia, fino almeno al 2030, presso le sedi tedesche del gruppo vige un accordo di salvaguardia dell’occupazione concordato con il sindacato IG Metall. Ma Volkswagen ha già annunciato la soppressione di 50.000 posti di lavoro a livello di gruppo, di cui 35.000 presso il marchio principale VW, proprio entro quell’anno.

Lo riporta la stampa tedesca citando fonti dopo l’ultimo consiglio di gestione

Fatturato in calo

Lo scorso 30 aprile, il gruppo che riunisce in totale dieci marchi (tra cui, oltre a VW, Audi e Porsche, Skoda e Seat) aveva annunciato un calo del 28% dell’utile netto nel primo trimestre e aveva dichiarato di voler accelerare, di conseguenza, il proprio programma di risparmio.

Sempre secondo la stampa, il ceo Oliver Blume starebbe pensando anche di scorporare il marchio Volkswagen per trasformarlo in una nuova società.

Tuttavia nessun commento è giunto da parte gruppo automobilistico, contattato da Manager Magazin.