
Da almeno 48 ore circola una voce tra Parlamento e Largo del Nazareno: Nicola Zingaretti potrebbe presentarsi da dimissionario al prossimo pre-Congresso del Pd previsto per il 13-14 marzo (l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico). Subito stamane, dopo i diversi retroscena usciti su diversi quotidiani, la replica netta dello stesso Nazareno che bolla come «cazz*te» le ricostruzioni fatte sulle possibili dimissioni da segretario Pd dell’attuale Governatore della Regione Lazio.
Ma è un fatto che da tempo ormai le dinamiche interne delle correnti Dem pongono e molto in discussione il proprio stesso leader: dall’ostinato tentativo di far partire il Conte-ter all’accettazione della Lega nel nuovo esecutivo Draghi, dalla mancata scelta di Ministre donne nella nuova squadra di Governo (con tanto di polemica pregressa con Concita De Gregorio sulla propria mancanza di autorità e leadership) fino all’ultima “gaffe” ieri con il tweet in difesa di Barbara D’Urso. L’orizzonte di Zingaretti in casa dem s fa dunque sempre più tinto da far pensare a dimissioni anticipate nell’Assemblea Nazionale: dietro, le posizioni delle singole correnti scalpitano, con la figura di Stefano Bonaccini che si erge sulle altre come potenziale leader dei Democratici per il prossimo futuro.
TUTTE LE TRAME AL NAZARENO
Secondo il Fatto Quotidiano lo stesso Ministro della Cultura Dario Franceschini starebbe tentando di convincere Zingaretti a “mollare” in Assemblea e presentarsi come traghettatore fino al Congresso Pd in autunno 2021: «gli sarebbe piaciuto entrare nel governo Draghi, ma ha dovuto rinunciare per evitare l’ingresso di Matteo Salvini. Sta valutando di candidarsi a sindaco di Roma, se – come pare sempre più probabile – le Amministrative dovessero essere spostate a ottobre . L’amarezza è latente da mesi, ma è andata crescendo nelle ultime settimane. Fa “il notaio degli accordi di corrente”, dice con disappunto anche chi gli sta vicino». Pesa la subalternità alla figura di Giuseppe Conte, l’incapacità di tenere assieme le correnti e la poca consistenza di quell’Intergruppo di Centrosinistra in Parlamento ancora non decollato. In alternativa a Bonaccini, potrebbe esservi un ticket “anomalo” tra il Governatore della Puglia Michele Emiliano e la segretaria del Pd toscano, Simona Bonafè: la stessa che ieri ha escluso di candidare nel seggio di Siena per le suppletive in quota dem l’ex Premier Giuseppe Conte.
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