Nella Piramide di Micerino forse c’è un passaggio segreto

Giza, 12 novembre 2025 – Due cavità d’aria, ben nascoste dietro la facciata orientale della Piramide di Micerino, potrebbero riaprire il mistero di uno dei monumenti meno esplorati dell’antico Egitto. Un team internazionale di ricercatori del progetto ScanPyramids, che utilizza tecniche non invasive per studiare le strutture di Giza, ha identificato due “anomalie” all’interno della piramide dedicata al faraone Menkaure, regnante tra il 2490 e il 2472 a.C. Cosa sappiamo.

Perché la Piramide di Micerino è un enigma

Quella di Micerino, la più piccola delle piramidi di Giza e la meglio conservata, è da sempre considerata un enigma. Nonostante gli scavi condotti da George Reisner tra il 1906 e il 1910 avessero rivelato un complesso architettonico più articolato del previsto, molte domande restavano senza risposta. Tra queste, il motivo per cui il rivestimento in granito rosa rimase incompiuto: solo sette file di blocchi rifiniti alla base, un dettaglio che secondo gli studiosi potrebbe nascondere un secondo ingresso, mai scoperto. Per verificare questa ipotesi, il team ha deciso di esaminare l’area orientale della piramide, dove alcuni blocchi di granito, sorprendentemente levigati e perfettamente allineati, ricordano quelli che incorniciano l’ingresso principale sul lato nord. Ma, come ricordano gli esperti, “con le piramidi non si può certo iniziare a rompere i muri”. Così sono entrate in gioco tecniche avanzate come il radar a penetrazione terrestre (GPR), i test ultrasonici (UST) e la tomografia elettrica (ERT), strumenti capaci di “vedere” attraverso la pietra senza danneggiarla.

I sorprendenti risultati delle analisi

I risultati sono stati sorprendenti: le immagini hanno rivelato due anomalie, denominate A1 e A2, localizzate proprio dietro i blocchi di granito lucidato. Secondo le simulazioni numeriche condotte dal gruppo, si tratterebbe di cavità piene d’aria. L’anomalia A1 avrebbe dimensioni di circa 1,5 per 1 metro e si troverebbe a una profondità di 1,35 metri, mentre A2 misurerebbe 0,9 per 0,7 metri, situata a 1,13 metri di profondità. Gli studiosi sottolineano che la penetrazione limitata degli strumenti non consente ancora di stabilire con certezza la natura di questi vuoti. Tuttavia, la loro posizione e la forma regolare suggeriscono un’origine intenzionale, forse collegata a un corridoio o a un varco secondario rimasto sigillato per millenni. Forse un passaggio segreto per chi? E che conduceva dove?

Quale era il vero ruolo delle piramidi? 

Secondo Christian Grosse, docente di test non distruttivi all’Università Tecnica di Monaco, “La metodologia sviluppata permette di trarre conclusioni molto precise sulla struttura interna della piramide senza arrecare danni. L’ipotesi di un secondo ingresso è plausibile e i nostri risultati rappresentano un passo decisivo verso la sua conferma”. La scoperta arriva a poco più di un anno dalla conferma dell’esistenza di un corridoio nascosto nella Piramide di Cheope, e rafforza l’idea che anche il monumento dedicato a Micerino custodisca ancora segreti. Le “anomalie” A1 e A2 non sono solo dati tecnici: potrebbero essere la chiave per comprendere meglio la logica costruttiva degli antichi egizi e la funzione originaria della piramide, che forse non era solo una tomba, ma anche un simbolo di passaggio e rinascita. E come ogni mistero sepolto nella sabbia di Giza, anche questo sembra destinato a riscrivere, ancora una volta, la storia dell’archeologia.