Dopo il debutto di Mother Mesccia, il rum del Principato di Monaco torna con una seconda referenza che ci riporta al Seicento, quando nacque quella bellissima storia di rum caraibico e navi genovesi che vi abbiamo già raccontato.
Si tratta di A Mesccia, un blend di rum provenienti da varie parti del mondo, sposati in botti che in precedenza avevano contenuto vermouth italiano. Un modo elegante per rendere omaggio a quei traffici mercantili, in un’epoca in cui il rum veniva spesso allungato con vini fortificati.
Il rum del Principato di Monaco in viaggio, proprio come una volta
Mentre il rum bianco Mother Mesccia continua il suo percorso e matura in botti entro i confini del Principato di Monaco, A Mesccia arriva subito pronto da bere. Il primo racconta la nascita del distillato, dalla canna Crystalline haitiana alla doppia distillazione tra Haiti e La Condamine. A Mesccia è una rappresentazione, per certi versi, visiva di quel progetto. Un blend nato quasi per ricreare sulla carta quel viavai di bottiglie e botti che rendeva il porto del Principato di Monaco un crocevia di sapori nel XVII secolo.
La sosta in botti ex-vermouth italiano è un po’ la ciliegina sulla torta. Aggiunge un nuovo colore alla ricetta originale, quella che nel Seicento addizionava il rum con vermouth e marsala. Proprio questo passaggio è un romantico richiamo all’antica ricetta seicentesca. A Mesccia la riprende, ma le dà un gusto contemporaneo, puntando a un uso consapevole dei legni di invecchiamento.
Il risultato per questo nuovo prodotto del Principato di Monaco è un rum imbottigliato a 49 gradi. Ha un’aromaticità decisamente più ampia e una pienezza che lo allontana dal profilo fresco e agrumato di Mother Mesccia. Lo porta verso territori più speziati e avvolgenti, coerenti con il passaggio in legno che ha ospitato vino fortificato.
Il futuro (monegasco) del rum
Con A Mesccia, il progetto che sta ridando vita al rum del Principato di Monaco (nato dalla collaborazione tra Velier, Luca Gargano e gli imprenditori monegaschi, sotto il patrocinio del Principato), comincia a mostrare la sua vera ambizione. Quella di ricreare un piccolo universo che si allarga tra distillato puro, blend e, prossimamente, invecchiamenti tutti made in Monaco. Chi vuole scoprire da dove tutto è partito può ancora affidarsi a Mother Mesccia. Mentre A Mesccia diventa la nuova tappa di un racconto che profuma di canna da zucchero, sale marino e un pizzico di storia coloniale.
Buon viaggio, responsabili bevitori.
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