Loro sono Salvatore e Michele Lioniello impegnati anche in questo 2026 nel Campionato della Pizza. Famosi a Succivo, ormai presenze fisse nel jet set della pizza contemporanea. La loro “diversamente napoletana” ha attraversato per due anni consecutivi il Campionato, disegnando prove anacronistiche, talvolta irriverenti, sempre profondamente veraci.
Salvatore resta il frontman del duo. Ammacca, concia, racconta. Dal cappello del menu tira fuori i suoi giuochi pirotecnici e prende per mano.
Michele lavora invece qualche passo più indietro. Meno rumore, più misura. È la parte razionale del duo, quello che affida mente e cuore al forno e trasforma l’esuberanza di Salvatore in circonferenze dalla cottura chirurgica. E, lo ricordiamo, Miglior Fornaio 2025 ai Pizza Awards.
Due caratteri, un solo banco. E ormai anche una certa confidenza con questo Campionato.
Nel 2024, all’esordio, i Lioniello’s vincono il proprio girone di qualificazione con 724 punti, salgono contro Diego Vitagliano e strappano la Finalissima a Sasà Martucci. L’ultimo atto li consacra al 5° posto assoluto in Campania (su cinque finalisti).
Nel 2025 ripartono direttamente dalle Migliori 16, forti della finale dell’anno precedente. Agli Ottavi superano Concettina ai Tre Santi, poi eliminano Gli Esposito ai Quarti. Seconda finale consecutiva e 4° posto assoluto (su quattro finalisti).
La pizzeria Da Lioniello al Campionato 2026
Due anni, due volte nella Top Five. Nel 2026, insomma, Salvatore e Michele Lioniello non arrivano più da aspiranti. Arrivano da veterani.
È venerdì sera e la sala è gremita.
Ci accoglie un Salvatore diverso. Maturo, consapevole, pragmatico. La solita energia c’è, ma sembra aver cambiato frequenza. Meno fuochi d’artificio, più pensiero. Ci racconta di un anno particolare, più riflessivo che operativo. Un tempo trascorso forse più a mettere ordine che ad aggiungere, più a ragionare su ciò che già esiste che a rincorrere necessariamente qualcosa di nuovo. Anche il suo approccio alla sfida sembra seguire la stessa traiettoria.
Per questo Campionato, dice, vuole restare nella sua comfort zone.
Parole quasi sospette per uno che ci ha abituati a giocare spesso fuori dal perimetro. Ma forse la maturità passa anche da qui.
Noi giudici, intanto, restiamo fedeli al rito del Campionato della Pizza: Margherita, Marinara e una pizza con almeno una cottura fritta.
Il campo, in fondo, è sempre lo stesso. Cambiano l’anno, il momento, forse anche il modo di stare dentro alla sfida. Poi resta solo da capire cosa succede quando il pensiero incontra il calore del forno.
Il Campionato della Pizza 2026, da Succivo, comincia qui.
1. Marinara dei Signori

Crema di pomodoro arrosto. In uscita: pomodorini semi-dried, olive nere di Caiazzo, origano di montagna, alici di Cetara, olio extravergine d’oliva Frantoio Mondrone “Oro di Caiazzo”(11 €).
La comfort zone promessa da Lioniello per il Campionato 2026 parte dalla sua referenza più signorile. La Marinara dei Signori prende uno degli archetipi più poveri della pizza napoletana e gli mette addosso l’abito della festa. Pomodoro sul pomodoro. Non per accumulo, piuttosto per profondità.

Il pomodoro arrosto costruisce il fondo, più scuro e concentrato; quello semi-dried arriva invece a piccoli lampi, dolce, acido. L’oliva lavora bene, l’alice spinge di umami e persistenza, l’origano aromatizza in modo ancestrale. La grammatica viene rispettata, anche dalla giusta vanità dell’olio.
Ingredienti riconoscibili, persino prevedibili nel senso positivo. Il loro modo di incontrarsi sposta il baricentro. La base ragiona e legge costantemente la superficie con attenzione reverenziale. Cornicione pronunciato, cottura da antologia, struttura importante. Una marinara tra le più schiette e sincere, che non cerca sottrazione e nemmeno finge di farlo.

Comfort zone, sì. Ma con un papiro di cose da dire.
2. Margherita con stesura a ruota di carro

Pomodoro San Marzano DOP, fiordilatte di Agerola, basilico, olio extravergine d’oliva Frantoio Mondrone “Oro di Caiazzo”(9 €).
Salvatore Lioniello qui fa una cosa forse ancora più interessante: smette di parlare e aumenta i tempi di stesura della sua pizza 2026. La Margherita arriva a ruota di carro, larga, sottile, distesa. La cottura è un incanto. I profumi raccontano quella veracità bramata. Nessuna sovrastruttura, nessun ingrediente dietro cui nascondersi. Ed è proprio qui che il Campionato diventa crudele: quando gli elementi diminuiscono, aumenta il numero delle cose che possono andare storte.

Ma di storto questa composizione non ha nulla. Il morso è diretto, palese, quasi liquido. Il pomodoro detta acidità e succosità, il fiordilatte si fonde senza trasformare la superficie in una coperta, il basilico conserva la sua presenza vegetale. L’olio chiude sempre da co-protagonista.

Ma soprattutto c’è l’impasto. Sottile al centro, più nervoso sul bordo, elastico quanto basta per sostenere una farcitura che riesce a resettare il palato. Il livello regge quello della sorella precedente. E improvvisamente non c’è più niente da spiegare. Lodevole.
3. A Scarpett su impasto fritto e al forno

In entrata: base Scarpariello con pomodoro datterino, pecorino grattugiato. In uscita: olio al basilico, tartare di mozzarella di bufala, peperone crusco (14 €).
La terza pizza dei Lioniello al Campionato 2026 stupisce. Salvatore qui infiamma la comfort zone.
A Scarpett nasce fritta e finisce al forno. Già nella forma e nella luce racconta una precisa volontà di disciplina: bionda, gonfia, regolare, quasi barocca. Alla vista, invita le mani a romperla, più che a dividerla geometricamente. La doppia cottura cambia completamente il registro dell’impasto. Crosta, volume e quella golosità primordiale che non ha bisogno di essere intellettualizzata.

Alla base lo Scarpariello detta la goduria. Qui Lioniello torna Lioniello. Il datterino spinge sulla dolcezza, il pecorino mette sale e profondità, la bufala arriva fresca e lattica a spegnere le temperature. Un gioco divertentissimo e funzionante. Poi il crusco secco e fragile, completa l’anima croccante su croccante.

Lontana dalla compostezza, anche visivamente. Ma è una sgrammaticatura voluta, perché lo Scarpariello nasce proprio così: abbondante, domestico, rumoroso. E la scarpetta, del resto, diventa gesto atavico necessario e sufficiente per assaporare la bellezza di una composizione indovinata. Love zone.
Perché andare alla pizzeria da Lioniello nel 2026
Alla fine della serata resta poco da correggere e parecchio da ricordare.
Salvatore non sbaglia una scelta. Michele non sbaglia una cottura. Uno costruisce, l’altro mette a terra. Estro e controllo, questa volta, viaggiano alla stessa velocità.
La Marinara stratifica senza confondere. La Margherita si spoglia di tutto e resta in piedi. A Scarpett’ alza volume, grasso e golosità senza perdere il filo. Tre pizze diverse, ma soprattutto tre pizze centrate.
Pizzeeria Lioniello sembra aver cambiato frequenza. Meno frenesia, più consapevolezza. Meno necessità di stupire, più precisione nel farlo.
Per sapere dove porterà il 2026 bisognerà aspettare.
Per questa sera, però, Succivo ha fatto il suo.
INFO

Da Lioniello. Via Murelle, 1, 81030 Succivo CE. Telefono: 081 1816 7658. Instagram
La pizzeria Da Lioniello si è classificata al 4° posto nella classifica 2025 ed è quindi una delle 8 pizzerie ripescate per le Qualifiche del Campionato della Pizza 2026 che mette in classifica le migliori pizzerie in Campania.
La posizione della pizzeria nella Classifica del Campionato 2026 si conoscerà al termine delle gare e dell’accesso alla Finalissima.
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