In questi giorni si parla della bozza di accordo sulle terre rare tra Stati Uniti e Ucraina. Andiamo a vedere di cosa si tratta nello specifico.
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Cosa prevede nello specifico l’accordo tra Ucraina e Usa
La versione finale di quanto stipulato è datata 24 febbraio ed è stata diffusa dal Financial Times. Si prevede l’istituzione di un fondo in cui l’Ucraina contribuirebbe con il 50 per cento dei proventi derivanti dalla “monetizzazione futura” delle risorse minerarie di proprietà statale, tra cui petrolio e gas. Il fondo sarebbe poi reinvestito in progetti per l’Ucraina.
Si prevede che vengano escluse le risorse minerarie che già contribuiscono alle casse del governo ucraino. Il che significa che non coprirebbe le attività esistenti di Naftogaz o Ukrnafta, i maggiori produttori di gas e petrolio dell’Ucraina.
Come detto, al momento si omette qualsiasi riferimento alle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti su cui Kiev aveva inizialmente insistito in cambio dell’accettazione dell’accordo. Restano aperte anche questioni cruciali come la dimensione della quota statunitense nel fondo e i termini degli accordi di “proprietà congiunta” da discutere in accordi successivi.
Zelensky si dovrebbe recare alla Casa Bianca già venerdì 28 febbraio. Non è però noto se in quell’occasione ci sarà la firma. Funzionari Usa hanno fatto sapere che l’incontro “sarà un’opportunità per discutere qual è il quadro generale. E poi, saremo in grado di pensare ai prossimi passi”.
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