Napoli – Alla fine a tagliare il filo di lana sarà proprio lui, il generale. Edmondo Cirielli, ufficiale dei carabinieri, viceministro agli Affari Esteri è ormai il candidato ufficiale del centrodestra nella corsa a sfidare Roberto Fico e il campo largo, nonostante i mal di pancia di Forza Italia. A confermarlo con un post è il figlio, Italo Giuseppe, che scrive: «È ufficiale: mio padre, il viceministro Edmondo Cirielli, sarà il candidato presidente del centrodestra in Campania. La sua candidatura non è un atto di ambizione, ma di sacrificio e coraggio, un gesto d’amore verso una Campania che merita di più».
Chi è Edmondo Cirielli
Sessantuno anni, Cirielli è il designato di Giorgia Meloni alla sfida in Campania, il 23 e 34 novembre. La sua candidatura, ‘bollinata’ da Fratelli d’Italia, mette fine a un travagliato braccio di ferro nella coalizione, che ha visto alternarsi nomi di spicco della società civile e della politica, tra malumori e tensioni soprattutto con Forza Italia.
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Cirielli, nome urticante per FI (in memoria di Berlusconi)
Se nei ‘fratelli’ e nella Lega la candidatura di Cirielli è stata accettata di buon grado perché mette fine all’incubo dell’incertezza (entro il 25 bisognerà presentare le liste), non così in Forza Italia dove il nome è urticante. «Nessuna preclusione – commenta il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri – alle proposte dei nostri alleati per la Campania. Ma faremo le nostre valutazioni negli incontri previsti nelle prossime ore». Il coordinatore regionale azzurro, Fulvio Martusciello, addirittura punta i piedi: «Prima ancora di sederci al tavolo, Cirielli deve chiedere scusa per gli insulti rivolti a Silvio Berlusconi e riportati nel libro ‘Fratelli di chat’. Se non si scusa, non si comincia nemmeno la discussione».
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Un malessere che serpeggiava già a Telese Terme, durante la kermesse nazionale di Forza Italia, dove si scommetteva su un candidato civico come Costanzo Jannotti Pecci (presidente di Confindustria Campania) o Michele Di Bari (prefetto di Napoli). Il braccio di ferro tra le diverse anime del centrodestra si è protratto fino all’ultimo momento, rischiando di far saltare il banco a un mese e mezzo dalle elezioni. Se si rompesse tutto potrebbe uscire la sorpresa di Gennaro ‘Genny’ Sangiuliano, giornalista Rai, ex ministro e dato per capolista di Fratelli d’Italia. Ma è un’ipotesi su cui i bookmaker non prendono puntate.
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L’avversario è il 5 Stelle Roberto Fico
Cirielli rappresenta l’avversario più insidioso per l’ex presidente della Camera Roberto Fico, candidato pentastellato che pure ha le sue gatte da pelare con la malmostosità di Vincenzo De Luca, addolcito neppure un po’ dal fatto che il figlio Piero sia diventato giorni fa segretario regionale del Pd. Politico esperto e ben radicato nel territorio salernitano, ex presidente della Provincia di Salerno, conosce a fondo i problemi di un’area fortemente dominata dal Pd ed è il politico di centrodestra con più consensi nei sondaggi. Il viceministro, che non vorrebbe lasciare il suo scranno di deputato in caso di sconfitta, deve però fare i conti con i diktat di Meloni che, dopo aver arginato la Lega al Nord, ora vuole bloccare l’avanzata di Forza Italia nel Meridione. Per questo motivo ha posto al candidato in pectore due condizioni che qualcuno ha già etichettato come ‘lodo Cirielli’.
Il lodo Cirielli
La prima è che tutti i parlamentari campani di FdI devono essere candidati alle regionali, rafforzando la lista e il peso politico del partito sul territorio. La seconda è che Cirielli accetti di restare in consiglio regionale fino al 2027, rinunciando al posto nel governo per dedicarsi alla guida dell’opposizione in Campania. Solo alle Politiche 2027 gli verrà riservato un collegio blindato (a lui o al figlio Italo).