Secondo il ministro il documento riprende la visione del Pnrr italiano: tutela degli ecosistemi e della biodiversità, economia circolare, finanza green I difficili negoziati sulla transizione ecologica
“Per la prima volta il G20 ha riconosciuto l’interconnessione tra clima, ambiente, energia e povertà: non era un passaggio scontato, finora erano settori considerati separati”. Così il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso della conferenza stampa a conclusione della prima giornata ei lavori del G20 su Ambiente, Clima ed Energia a Napoli. “Il documento approvato è composto di sette pagine e di 25 articoli – ha anticipato il ministro – suddiviso in dieci linee. Un accordo unico”.
I partecipanti del G20 hanno firmato un documento sulla tutela della natura che riprende la visione del Pnrr italiano: tutela degli ecosistemi e della biodiversità, economia circolare, finanza green.
Il comunicato finale della prima giornata del G20 Ambiente di Napoli “è particolarmente ambizioso e individua 10 linee di intervento che riflettono la visione del Pnrr italiano: soluzioni naturali per il clima, lotta al degrado del suolo, sicurezza alimentare, uso sostenibile dell’acqua, tutela degli oceani, lotta alla plastica in mare, uso sostenibile e circolare delle risorse, città sostenibili, educazione, finanza verde – sottolinea il ministro – .E’ la prima volta che queste categorie vengono riconosciute dal G20 e diventano vincolanti”.
G20 di Napoli: segui la diretta in streaming
Intanto attivisti occupano zona porto Napoli
Blitz di attivisti dei movimenti ambientalisti e dei centri sociali nella prima mattina dei lavori nel porto commerciale di Napoli. La manifestazione di protesta contestualmente all’apertura dei lavori del G20 ambiente, clima ed energia che si svolge a Palazzo Reale. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Stop G20” e “Lavoro salute ambiente la lotta è una sola, insorgiamo”. Bloccata anche una raffineria Q8 a San Giovanni a Teduccio. Gli attivisti di Beesagainstg20 invece hanno manifestato bloccando lo svincolo autostradale dell’A3 a Napoli est. Ieri pomeriggio un gruppo di circa 50 attivisti è riuscito a varcare la soglia della “zona rossa” entrando in piazza Plebiscito ed esponendo striscioni contro il G20.Zca. Momenti di tensione si sono avuti all’arrivo del corteo degli antagonisti – in corso a Napoli contro il G20 – in piazza Bovio.
L’accordo dei G20 sulla biodiversità
Uno dei punti dell’accordo dei G20 è sulla biodiversità e prevede il pieno utilizzo delle soluzioni basate sulla natura o degli approcci basati sull’ecosistema per affrontare la perdita di biodiversità, ripristinare i terreni degradati, aumentare la resilienza, prevenire, mitigare e adattarsi ai cambiamenti climatici, fornendo al contempo molteplici vantaggi nei settori economico, sociale e ambientale. Inoltre, viene sempre più riconosciuto il ruolo delle soluzioni basate sulla natura o approcci basati sull’ecosistema, in settori economici e in tutti gli ecosistemi, comprese le aree urbane, per un orizzonte di sviluppo durevole ed ecocompatibile in grado di garantire nel contempo l’inclusione sociale, la protezione e la salvaguardia dell’ambiente. I grandi del mondo hanno anche riconosciuto per la prima volta i risultati del recente rapporto Ipbes e Ipcc sul nesso tra biodiversità e cambiamento climatico lanciato il 10 giugno scorso. Sulla scorta di questa prima collaborazione tra le due massime autorità scientifiche internazionali, il G20 ha anche approvato la proposta di istituire un workshop su Nature-based Solutions (NBS) e Ecosystem-based Approaches (EBAs) per condividere esperienze, casi studio, storie di successo, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sul potenziale dei due approcci per affrontare le questioni del clima, della natura e del degrado del suolo e del territorio e indagare potenzialità, benefici e impatti.
Network degli esperti Unesco
Presentato e lanciato dalle maggiori economie del mondo il network mondiale di esperti qualificati in campo ambientale. Il network, ideato dall’Italia, servirà per avviare uno strumento di capacity building mondiale per aiutare enti gestori di aree protette e territori di eccellenza e ad elevato valore naturalistico riconosciuti dall’UNESCO in ogni regione continentale attraverso azioni di conservazione, salvaguardia, gestione, formazione ed educazione. Obiettivo del network è, perciò, quello di sviluppare sul campo, a favore dei siti UNESCO che ne faranno richiesta – con particolare attenzione ai siti maggiormente in difficoltà e in attuazione delle raccomandazioni degli organismi consultivi dell’UNESCO come l’IUCN o lo IUGS – interventi puntuali per migliorare la gestione, ripristino e la resilienza ambientale, e per assicurare supporto tecnico specializzato in materia di conservazione e salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, prevenzione, mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, formazione, educazione e divulgazione ambientale a favore di giovani e comunità. A tal fine l’UNESCO ha istituito un “Fondo fiduciario multilaterale” aperto ad altri potenziali donor oltre all’Italia.
Appello per la tutela e il ripristino dei suoi degradati
Si invitano i Paesi a promuovere azioni di recupero delle aree degradate in linea con il Target 15.3 dell’Agenda 2030, rinforzando le iniziative già avviate fino a raggiungere tendenzialmente il recupero di almeno i 50% delle aree già degradate. Viene sottolineata l’importanza della buona salute del suolo ai fini dell’ottenimento dei servizi epistemici collegati alle condizioni di vita e al contenimento dei rischi e richiesta l’inserimento di tali azioni nei piani per il post-COVID.
Gestione sostenibile dell’acqua
Accesso all’acqua potabile e alle strutture igienico-sanitarie; gestione integrata delle risorse idriche a scala di bacino e soprattutto transfrontaliera; tutela, conservazione, uso sostenibile ed efficiente delle acque anche promuovendo il ricorso alle Nature Based Solutions (NBS), Ecosystem Based Approaches (EBAs) e alle infrastrutture verdi e sostenibili. Ci si impegna a promuovere approcci integrati per la gestione e uso sostenibile delle risorse idriche e per la tutela degli ecosistemi associati. Ci si impegna a promuovere collaborazione e cooperazione per la gestione sostenibile a scala di bacino adottando ove possibile NBS ed EBAs e condividendo tecnologie. Inoltre, ci si impegna a perseguire l’accesso equo all’acqua potabile e ai servizi igienici per tutti.
Oceani e mari protetti
Riconoscimento della problematica ed impegno dei G20 ad intensificare le azioni, a tutti i livelli, volte alla conservazione, protezione, ripristino ed uso sostenibile dell’Oceano, mari e risorse marine attraverso l’identificazione di Area based management tools (ABMTs), incluse le Aree marine protette, che siano rappresentative ecologicamente ed equamente ed efficacemente gestite. Viene inoltre confermato l’impegno assunto con la precedente presidenza saudita sulla tutela delle barriere coralline, come pure il riconoscimento del ruolo centrale delle Convenzioni ed organizzazioni regionali (Regional Sea Conventions ed RFMOs).
Supporto del G20 all’implementazione di politiche marittime sostenibili e, in particolare, di misure che agevolino i processi di transizione verso la decarbonizzazione ed efficienza energetica nei porti e nelle città costiere tra cui la designazione di Aree Speciali ed Aree ad emissione Controllata (ECA) attraverso l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e il supporto ai lavori in ambito IMO per la riduzione totale delle emissioni inquinanti provenienti dal settore marittimo entro il 2050.
Conferma degli impegni assunti sotto presidenza giapponese (Osaka Leaders’ Declaration) per l’eliminazione della pesca non sostenibile e, in particolare della cosidetta Illegal, Unreported and Unregulated fishing (IUU), oltreché di ogni sussidio dannoso alla pesca.
Supporto dei G20 a concludere quanto prima il negoziato per un accordo internazionale giuridicamente vincolante che disciplini la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle acque al di là della giurisdizione nazionale.
Supporto dei G20 ai negoziati in corso in tema di attività di estrazioni minerarie sottomarine (International seabed mining) per lo sviluppo di una regolamentazione internazionale in linea con l’approccio precauzionale che assicuri la protezione dell’ambiente marino da eventuali effetti dannosi derivanti da tali attività.
Supporto dei G20 all’impegno della Commissione per la Conservazione delle Risorse marine viventi dell’Antartide a sviluppare un sistema rappresentativo di aree marine protette nell’area della Convenzione.
Richiamato, nel testo del Communiqué anche l’obiettivo 30/30, che ha visto il nostro Paese porre un altro passo nel percorso di adozione del Quadro Globale per la Biodiversità cosiddetto CBD post 2020.
Per quanto concerne il Marine Litter, è stata riconosciuta la necessità di intensificare la collaborazione con il settore privato, le organizzazioni internazionali e le parti interessate pertinenti per stimolare la progettazione di alta qualità di prodotti durevoli e riciclabili, per accrescere la consapevolezza e per costruire le competenze in materia anche attraverso l’educazione ambientale.
Economia circolare
Adottata la visione per l’economia circolare per rafforzare la cooperazione multilaterale nell’innovazione circolare. si punta a ridurre l’impronta ambientale e a raddoppiare la circolarità dei materiali con un obiettivo volontario da raggiungere entro il 2030. Questo rappresenta un contributo reale per raggiungere SDG 12- Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
Youth call for action
L’importanza dell’inclusione dei giovani nei processi decisionali legati alle questioni ambientali; il ruolo fondamentale delle istituzioni nel garantire che le nuove generazioni siano sufficientemente sensibilizzate rispetto alla tutela dell’ambiente e possano sviluppare quelle competenze fondamentali per prendere parte ed accelerare la transizione verso un’economia circolare e verde.
Il Comuniquè riconosce la fondamentale importanza dell’educazione, nel perseguire questo duplice obiettivo e nel promuovere una maggiore responsabilizzazione dei giovani sulle tematiche legate al consumo e alle produzioni sostenibili.
Il ruolo delle istituzioni deve orientare al sostegno della transizione ecologica ed economica e rafforzare il ruolo dei giovani come agenti del cambiamento. I Ministri responsabili dell’Ambiente si impegnano, anche coinvolgendo altri dicasteri per le loro competenze, a rafforzare la cooperazione e a promuovere, sia attraverso canali educativi formali che informali, misure efficaci per garantire che i cittadini più giovani diventino e rimangano rispettosi dell’ambiente.
Finanza verde
Rafforzare gli investimenti nelle attività del capitale naturale, promuovere sinergie tra i flussi finanziari destinati al clima, alla biodiversità e agli ecosistemi e allineare gli investimenti verso lo sviluppo e la crescita sostenibili. In particolare, attraverso il lavoro su una roadmap pluriennale sulla finanza sostenibile portato avanti dal Sustainable Finance Working Group del G20.