Giulio Regeni — Tutto il male del mondo, in onda il documentario vincitore del Nastro d’Argento – IL TRAILER

“Ho visto sul suo volto tutto il male del mondo.” È questa la frase che Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, ha pronunciato dopo il ritrovamento del corpo del figlio il 3 febbraio 2016, ai margini di una strada statale fuori dal Cairo. È da quella frase che prende il nome il documentario di Simone Manetti che da mercoledì è arrivato in prima visione su Sky Documentaries. Su Sky ma anche su NOW, disponibile on demand.

La storia, dieci anni dopo

Giulio Regeni aveva solo ventisette anni. Era cresciuto a Fiumicello Villa Vicentina, in provincia di Udine, in una famiglia che aveva sempre valorizzato viaggi e scoperte. Dopo studi internazionali tra il Collegio del Mondo Unito negli Stati Uniti, l’Università di Leeds e Cambridge, nel 2015 si era trasferito al Cairo per un dottorato sui sindacati egiziani commissionato dall’Università di Cambridge. Era il 25 gennaio 2016 — anniversario della Rivoluzione di Piazza Tahrir — quando Giulio scomparve improvvisamente. Il 3 febbraio il suo corpo viene rinvenuto con evidenti segni di torture.

Il caso è diventato negli anni uno dei nodi più dolorosi nei rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto. Nel 2023 è stato possibile aprire un processo contro quattro agenti della National Security egiziana. Il procedimento, avviato nella primavera del 2024, è atteso a sentenza entro la fine di quest’anno.

Claudio Regeni, il padre di Giulio – Credits Sky Documentaries (TVBlog.it)

Il documentario: non un true crime, ma un atto d’amore

Il progetto è un documento straordinariamente accurato e toccante. Più giornalistico che televisivo. Scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi e prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, è il primo documentario che ricostruisce in profondità la vita e la morte di Giulio Regeni attraverso le voci di chi quella storia l’ha vissuta direttamente.

Per la prima volta davanti alle telecamere i genitori di Giulio, Claudio e Paola Deffendi, e la testimonianza esclusiva dell’avvocata Alessandra Ballerini, che li ha affiancati in una battaglia legale durata anni.

Nelle parole del regista Simone Manetti… “Il docufilm non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci che compongono la narrazione sono esclusivamente quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda direttamente sulla propria pelle. Una storia privata che si intreccia progressivamente con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano.”

Paola Deffendi
Paola Deffendi, la madre di Giulio – Credits Sky Documentaries (TVBlog.it)

Quando la polemica è necessaria

Il documentario ha già vinto il Nastro d’Argento della Legalità 2026, assegnato dal Sindacato Giornalisti Cinematografici sul palco dell’Anteo di Milano alla presenza dei genitori di Giulio e dell’avvocata Ballerini. A Fiumicello Villa Vicentina, il paese dove Giulio è cresciuto, la famiglia ha scelto di custodire il premio in una mostra intitolata “10 anni in giallo: un’onda d’urto”, con oggetti, disegni e video che in qualche modo ricordano Giulio, la sua vita e la sua atroce scomparsa.

C’è anche una polemica che ha preceduto l’uscita su Sky: il documentario aveva ricevuto un finanziamento pubblico del Ministero della Cultura poi revocato. La vicenda ha alimentato un dibattito sulla libertà di produzione culturale che ha preceduto l’arrivo in sala e ora la messa in onda televisiva. Ci sono polemiche inutili, altre necessarie: questa è non solo necessaria ma richiede risposte. Urgenti…

Il trailer