Parigi, 1° ottobre 2026 – Una massiccia ondata di proteste studentesche è in corso in Francia con quasi 400 licei bloccati – e da oggi anche decine di università – e violenti scontri con la polizia. Le proteste, iniziate dai liceali a Parigi il 25 settembre, si sono estese a numerose altre città fra cui Lione, Lille, Strasburgo, Marsiglia e Nizza. Oltre 30 sarebbero le università coinvolte, secondo la stampa transalpina.
Preside dato a fuoco a Marsiglia
La situazione è molto tesa a Marsiglia. In una nota trasmessa alla stampa, la Région Paca (Provence Alpes Cote d’Azur) denuncia violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo di Marsiglia.
Secondo l’autorità regionale, ”il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina“. Sempre a Marsiglia, scrive Le Figaro, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry.
La procura di Marsiglia ha riferito che sono tra 15 e 20 le persone attualmente in stato di fermo nell’ambito delle proteste, “soprattutto minorenni”.
Pesanti conseguenze anche sui trasporti pubblici
La protesta ha avuto pesanti conseguenze anche sui trasporti pubblici. La Rtm ha sospeso completamente il servizio dalle 11, fermando metro, tram e autobus. La decisione è arrivata dopo che diversi dipendenti, tra cui un autista, sono stati aggrediti, mentre un autobus sarebbe stato incendiato. Nel frattempo, il sindacato Cfdt ha invitato gli autisti a rientrare nei depositi per motivi di sicurezza.
Forti tensioni nella zona di Nizza e Antibes
“Forti tensioni” si registrano anche nella zona di Nizza e Antibes, dove la prefettura riporta di aver fermato 50 persone. Un incendio si registra anche all’interno del liceo Nelson Mandela di Nantes, dove la prefettura denuncia “atti di violenza nelle aree intorno ai licei” e la presenta di “individui violenti” che “si uniscono ai liceali per commettere vandalismi”, concludendo che nell’intero dipartimento sono state fermate 18 persone. Altre 37 persone sono state fermate questa mattina nel dipartimento di Pas-du Calais, dove a Auchel un preside è stato ferito con il lancio di un petardo che l’ha colpito all’orecchio. Le proteste hanno interrotto completamente la circolazione dei mezzi pubblici a Grenoble.
Perché protestano i liceali
Ma perché la Francia è a ferro e fuoco? I liceali denunciano carenze strutturali e di risorse, ritmi scolastici eccessivi e contestano il meccanismo di accesso all’università. Il bilancio complessivo delle proteste è finora di 625 persone arrestate dall’inizio dei blocchi mentre i feriti accertati sono oltre 119 tra studenti e dipendenti scolastici. Si contano anche 83 feriti fra le forze dell’ordine. La giornata di oggi coincide anche con un massiccio sciopero del pubblico impiego per protestare contro la nuova legge finanziaria che prevede drastici tagli e che il premier si apprestare a presentare. Gli studenti temono che la nuova manovra porti a ulteriori tagli ai fondi per l’istruzione.
Sébastien Lecornu ha convocato una cellula interministeriale di crisi sui blocchi dei licei alle 13 al ministro dell’Interno, ha annunciato Matignon. “Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava”, ha intanto reso noto il Ministro dell’Istruzione Édouard Geffray, denunciando violenze “di estrema gravità” nei pressi degli istituti scolastici, che “vanno ben oltre la sola questione della scuola”. “Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti”, ha scritto. “Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati”, ha aggiunto, invitando inoltre ciascuno a “valutare la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione”. Geffray ha annunciato di aver disposto che “le lezioni si svolgano a distanza qualora danneggiamenti o blocchi impediscano di accogliere gli studenti in piena sicurezza”. Tali decisioni saranno prese “caso per caso” dai dirigenti scolastici insieme alle autorità scolastiche, mentre i prefetti dovranno essere informati per coordinare la messa in sicurezza delle aree circostanti. “La violenza non priverà i nostri studenti del loro diritto fondamentale all’istruzione”, ha concluso.