C’è un problema strutturale che questa puntata ha reso evidente più delle altre: il Grande Fratello Vip funziona ancora, ma si vede sempre di più come funziona. Non solo e non tanto per le trame e i contenuti quanto piuttosto per qualche eccesso verbale e non solo.
Grande Fratello, temi al di sotto delle aspettative
La finta eliminazione di Paola Caruso — annunciata da Ilary Blasi al pubblico in apertura, quindi già priva di tensione per chi guardava da casa — è il simbolo di un’edizione che costruisce teatro dove potrebbe costruire televisione. Un effetto sorpresa che sembra valere solo per chi è dentro la Casa. Fuori, il meccanismo – già esposto – toglie spessore e mordente.
Il tutto anche in considerazione di un aspetto, la concorrenza con la semifinale di Coppa Italia, che ha spostato e non poco l’ago della bilancia dell’audience anche in considerazione della programmazione della Rai che preferiva repliche sia su Rai 1 (Sister Act 2) che su Rai 2 (il meglio di Stasera tutto è possibile).
Il televoto e la finta eliminazione
Al televoto c’erano Paola Caruso, Alessandra Mussolini e Adriana Volpe. Il verdetto è stato netto: Adriana Volpe salva con il 52,88%, Alessandra Mussolini seconda al 37,91%, Paola Caruso terza e lontanissima con appena il 9,21% dei voti per salvarla. Percentuali che non lasciano spazio a letture alternative — il pubblico ha scelto con un margine che difficilmente si rimonta candidando la Bonas a una eliminazione imminente.
Paola Caruso è stata fatta uscire dalla porta rossa convinta di essere eliminata, ha salutato i coinquilini con toni da addio definitivo, poi in studio ha scoperto la verità: non era eliminata, avrebbe vissuto nel monolocale adiacente fino a venerdì all’insaputa degli altri. Il teatrino ha funzionato nella Casa. Dallo schermo sembrava quello che era — una costruzione.
Venerdì Paola Caruso rientrerà con la prospettiva concreta di un’uscita reale, nel ballottaggio con chi perderà tra Marco Berry e Alessandra Mussolini strafavorita ancora una volta.

Lo scontro Elia-Caruso e il cocco sul ginocchio
La puntata si è aperta dove si era chiusa la scorsa settimana: Paola Caruso non aveva digerito l’elezione di Antonella Elia a prima finalista. Nel localino allestito per il confronto, alla Elia è stato consegnato un consistente cesto di noci di cocco — la scenografia della settimana. Ne ha lanciate due a terra con una certa veemenza, una ha sfiorato il ginocchio della Caruso, che ha subito alzato i toni: “Non voglio andare in ospedale per colpa sua.” La Elia ha risposto con la sua misura consueta: “Sei un mostro, maleducata, violenta, fai paura.”
Alessandra Mussolini e Adriana Volpe, chiamate a commentare, hanno entrambe definito la reazione della Caruso sproporzionata. La Elia continua a essere la pietra dello scandalo che tiene in moto le dinamiche — forte del fatto che con la finale in tasca può permettersi qualunque cosa. E lo sa. La cosa migliore di questo segmento è nelle poche parole pronunciate da Cesara Buonamici: “Errare è umano, perseverare è Caruso”. La classe non è acqua.
Il triangolo Lucia-Renato-Raul e il momento di Biancardi
Raul Dumitras ha preso la parola per chiarire che non intende inserirsi nel triangolo con Lucia Ilardo e Renato Biancardi. Lo ha fatto con una nettezza che nel programma è rara: “Non mi metto in mezzo, non ci voglio stare.” Poi si riaccomoda e smette di esistere per il resto della serata cosa che per altro gli riesce con discreta naturalezza.
Il momento più autentico della puntata è stato se mai quello di Renato Biancardi con la madre Nuccia, entrata nel localino con una lettera della figlia Roberta. Biancardi si è commosso: “Ogni volta che la vedo e non posso stare con lei, le chiedo di lasciarmi qualcosa. Di solito mi lascia un elastico.” Fuori da ogni costruzione narrativa, anche perché Biancardi è un altro che non ha fatto davvero nulla per essere uno die protagonisti di questa edizione, è stato il minuto più vero dell’intera puntata.
Prossima puntata domani, venerdì 24 aprile. Al televoto Berry e Mussolini con Paola Caruso che rientra dal monolocale per giocarsi con il meno votato dei due la possibilità di stare in casa. Sarà curioso vedere come sarà accolta.

Grande Fratello Vip, le pagelle
Ilary Blasi — 7.5
Sa dove mettere le mani, come farlo e lo dimostra ogni settimana. La gestione dello scontro Elia-Caruso è stata impeccabile — noci di cocco incluse, che ha lasciato volare senza battere ciglio per poi limitarsi a chiudere alla Elia di darsi una calmata. Ma senza esagerare.
La battuta su Paola e Chiara autorizzate a denunciare dopo la terrificante imitazione di Paola Caruso e Alessandra Mussolini, è la migliore della serata. Il problema è stato narrativo: scegliere di annunciare la finta eliminazione al pubblico in apertura ha svuotato il programma di qualsiasi tensione per chi guarda da casa. Più orchestratrice che conduttrice. In questo programma può bastare, ma non sempre dovrebbe.
Alessandra Mussolini — 7
È al televoto per la terza o quarta volta in questa edizione, eppure riesce ogni settimana a sembrare necessaria dando la sensazione che comunque in ogni caso non uscirà, perché al di là di ogni dubbio chi la vuole è il pubblico.
Non perde lucidità nemmeno quando tutto intorno diventa rumoroso, prende posizione senza sbavature, e continua a tenere insieme i fili quando le dinamiche minacciano di perdere linearità e ordine. La sconfitta di questa puntata — Adriana le ha preso l’immunità — non la scalfisce. Torna subito al televoto contro Marco Berry. Se esce sarebbe la beffa più grande di questa edizione e forse un bel danno anche in termini di contenuto e di imprevedibilità.
Adriana Volpe — 6.5
A quanto pare il pubblico la ama, il 52,88% al televoto lo dice senza ambiguità. Molto più anche della Mussolini, intoccabile fino a questo momento in qualsiasi votazione. Il problema è che questo affetto viene da fuori e dentro la Casa si traduce in poco o nulla. Lei si limita a galleggia con scarso entusiasmo su dinamiche costruite da altri, interviene con misura ma raramente con peso. Più che una presenza garbata sembra una assenza latente.
Vince il ballo con Todaro. Ma il consenso popolare e la centralità narrativa sono due cose diverse, e Adriana continua a eccellere solo nella prima.
Raimondo Todaro — 6.5
Non c’è alcun dubbio che abbia capito il gioco prima degli altri. Balla con Adriana, balla con Alessandra, lascia che Manzini si consumi nell’attesa, sollecita i commenti di Lucarelli (c’è carenza di maschio in quella casa, si massacrano per Todaro) e Ilary Blasi- Ma alla nomination vota con una precisione chirurgica.
Quando il teatrino sentimentale minaccia di inglobarlo tira fuori provvidenzialmente la fidanzata. Non trascina, non domina, ma non sbaglia un colpo e si mette in mostra con misura e intelligenza. In una Casa dove quasi tutti sbagliano qualcosa ogni settimana, è un risultato non da poco.
Antonella Elia — 6
Ha la finale in tasca e lo si vede troppo. La serenità della finalista (che per altro esprime anche con troppa soddisfazione e presunzione) si sta trasformando in una forma di impunità che la porta a eccedere — i cocchi lanciati con quella veemenza non erano necessari, ottenendo anche un effetto contrario visto che la Caruso, che si lamenta del rischio di un impatto con il suo ginocchio, ha trovato più solidarietà di quanto la Elia avrebbe voluto. Continua a essere una colonna di questa edizione, ma più per rendita che per evoluzione. Il meccanismo gira ancora, ma sul pilota automatico.
Renato Biancardi — 6
Prende finalmente posizione su qualcosa. Si schiera contro Francesca, chiarisce la distanza da Lucia, e sfrutta bene il momento con la madre senza forzare. L’elastico della figlia è il dettaglio più umano che il programma abbia prodotto nelle ultime settimane. Non è una svolta — è troppo poco per definirla così — ma è un risveglio. In una Casa dove l’immobilità è la norma, muoversi basta per sembrare protagonisti.
Marco Berry — 5.5
Esiste. Lo sappiamo perché è finito al televoto, votato in modo compatto dalle tre dame della Casa che hanno deciso che la sua invisibilità è diventata un peso. Non alza i toni, non sbaglia, non lascia traccia. Un comodino di qualità, se il termine può avere una qualità. Prima o poi qualcuno nota il comodino proprio perché non si muove mai.
Francesca Manzini — 5
La sua storia in questo programma si sta riducendo all’attesa di qualcosa che Raimondo Todaro non ha nessuna intenzione di darle. Il talento c’è — la danza del ventre che vedremo venerdì promette di essere memorabile — ma la misura no. Ogni settimana lo stesso schema: accuse, difesa, “sono così e non me ne scuso.” È un personaggio. Ma un personaggio che non si evolve smette di interessare.
Raul Dumitras — 5
Si alza dal divano per chiarire che non vuole stare nel triangolo con Lucia e Renato. Lo dice bene, con una nettezza apprezzabile. Poi si siede di nuovo . Il contributo alla puntata finisce lì. In mezzo al caos degli altri può sembrare quasi elegante. Ma quasi non basta.
Selvaggia Lucarelli —5
In studio da opinionista esterna dovrebbe offrire un punto di vista diverso da quello dei concorrenti. Invece spesso si sovrappone alle dinamiche della Casa invece di leggerle dall’esterno, e il momento dei tarocchi con Buonamici — simpatico, certo — è intrattenimento da varietà più che analisi da reality. La battuta sulla Lucia che chiede l’elemosina a Renato è la più efficace della serata, ma non basta a compensare una presenza che troppo spesso segue il vento invece di indicare la direzione.
Lucia Ilardo — 4
Prova a costruire una storia romantica in un posto dove le storie romantiche nascono quasi da sole, eppure riesce a sembrare la concorrente meno convincente di tutte. Segue Mussolini nelle nomination, torna su Renato dopo che Raul si è chiamato fuori, riceve consigli da mezza Casa. Li ignora tutti. In questa edizione ha avuto più consigli di chiunque altro ma non ne ha colto nemmeno uno.
Paola Caruso — 3.5
Il 9,21% al televoto è un verdetto che difficilmente si ribalta in due giorni scarsi di monolocale. Ha trasformato questa edizione nella sua guerra personale contro Antonella Elia, e la guerra non la sta vincendo — né dentro né fuori dalla Casa. La finta eliminazione l’ha trovata senza risorse: invece di giocarci sopra, ha continuato a indignarsi. Venerdì ha esattamente una puntata per cambiare la storia. Considerando come sono andate le ultime quattro, le probabilità non sono dalla sua parte.