Milano, 22 giugno 2026 – Poco dopo l’una di oggi lunedì 22 giugno Gabriele Popovici, il giovane alla guida dell’Audi A2 che è finita nel canale Villoresi a Senago, è entrato in carcere a San Vittore.Il ragazzo prima era stato dimesso dai medici dell’ospedale Niguarda. Il giovane subito dopo l’incidente era stato preso in consegna dai carabinieri della Compagnia di Rho, che l’hanno piantonato per tutto il giorno durante il suo giro di visite ed esami in ospedale.
Popovici accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza
Il diciottenne è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza su disposizione del pm Rosario Ferracane. Qualche minuto dopo l’una, ha varcato le porte del carcere di San Vittore, dove resterà in custodia cautelare almeno fino all’interrogatorio di convalida del giudice. Gabriele Popovici guidava l’Audi con un tasso alcolemico di 1,61 (oltre tre volte il limite, ma avendo la patente da meno di tre anni avrebbe dovuto avere zero).
Il dolore di amici e parenti
L’arresto, a meno di 24 ore dalla tragedia di Senago dove sono morti tre ragazzi di 17 anni, e del dolore dei loro famigliari e degli amici che ieri, domenica, si sono recati all’ospedale Niguarda appena saputo quanto successo.
L’attesa fuori dal Pronto Soccorso
“L’ho visto pochi secondi. Ha detto che sta bene e che vuole tornare a casa. È provato. Sul corpo ha tanti graffi che si è procurato aggrappandosi a siepi e sterpaglie per salvarsi. Anche gli altri sopravvissuti hanno fatto la stessa cosa”, ha detto uno di loro.Domenica mattina. Fuori dal pronto soccorso dell’ospedale Niguarda si radunano parenti e amici dei ragazzi soccorsi a Senago, finiti dentro il canale Villoresi all’alba. Erano in 9 dentro un’Audi A2, quasi tutti di Paderno e Cusano; il conducente di Cormano. Tre diciassettenni (Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi) non ce l’hanno fatta e sei loro amici, tra cui l’autista diciottenne Gabriele Popovici, sono stati trasportati al nosocomio milanese in codice giallo, non in gravi condizioni, con escoriazioni che si sono procurati uscendo dall’abitacolo e poi dal canale.
L’amico di uno dei feriti: “Si è salvato aggrappandosi ai rami”
Tra i passeggeri ricoverati c’è G., neo diciottenne. È un amico di famiglia a raccontare “come si è salvato” dopo averci parlato. “Io ero fuori Milano per un weekend al mare. Ho saputo del disastro alle 6 del mattino e sono tornato indietro: dovevo vedere G. e stare vicino alla sua famiglia. Il ragazzo sta bene per fortuna. Ma pensiamo al dolore delle famiglie di chi non c’è più. Questi ragazzi sono cresciuti insieme, erano tutti legati tra loro. Anche le famiglie si conoscono”.
In un primo momento, stando a quanto riferiscono alcuni conoscenti, i sopravvissuti non avevano neppure realizzato che tre dei loro amici fossero morti.
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Insieme a lui, e al neodiciottenne G., sono finiti al Niguarda due ragazzi di 17 anni, R. e A., e due ragazze, I. e A., che compiranno diciott’anni tra qualche giorno.
Graffi ma soprattutto choc
Già in mattinata, dopo essere stati medicati e sottoposti ai dovuti accertamenti, il diciottenne G. e il diciassettenne A. sono stati dimessi con prognosi molto lievi, rispettivamente di sette e due giorni. “G. dice di stare bene. A parte i graffi e lo choc è in buone condizioni. Non è stato facile uscire dall’auto aggrappandosi alle sterpaglie e poi affrontare la corrente”. Familiari e amici fuori dal Niguarda restano in silenzio.
Un ragazzo geolocalizzato dai genitori
C’è chi scoppia in lacrime; alcuni si consolano a vicenda. Qualche sorriso solo quando il diciottenne lascia la struttura sanitaria, allontanandosi a bordo di un’auto. Secondo indiscrezioni, i suoi familiari si sono allarmati non vedendolo rientrare a casa e poi si sono precipitati a Senago geolocalizzando il suo cellulare, preoccupati perché non rispondeva a telefonate e messaggi.
Sempre secondo indiscrezioni, alcuni dei passeggeri della A2 avrebbero viaggiato nel bagagliaio. Ipotesi più che plausibile, dato che erano in 9 su un’auto omologata per 5 persone.
Una ragazza in prognosi
Tutti e sei i sopravvissuti in ospedale sono stati sottoposti a una serie di accertamenti, in particolare Tac, lastre e risonanze per verificare eventuali conseguenze dei traumi riportati nell’impatto. Una delle diciassettenni, A., è stata ricoverata in prognosi riservata e ieri sera i sanitari valutavano di tenere in ospedale anche uno dei suoi amici, per proseguire il periodo di osservazione. Mentre per l’altra diciassettenne e l’altro ragazzo si profilava la via delle dimissioni.