Il boss Graviano, quella foto misteriosa e l’accusa a Berlusconi: “In affari con mio nonno”. Marina: è inattendibile

Firenze, 3 ottobre 2026 – Giuseppe Graviano, il boss di Cosa nostra da 32 anni al 41bis per le stragi del 1993 e non solo, al processo in cui il gelataio di Omegna Salvatore Baiardo è accusato di calunnia a Massimo Giletti, ripete: “Tra il 1969 e il 1970 mio nonno e altri imprenditori palermitani prestarono 20 miliardi di lire a Berlusconi”. Un finanziamento che sarebbe contenuto in una “carta privata che non so più dove sia”. E che ’madre natura’, assieme al cugino Salvo, tentò di far ufficializzare incontrando tre volte Berlusconi, tra il 1982 e il suo arresto, avvenuto in un ristorante di Milano il 27 gennaio del 1994. “Oggi non m’interessa più di questa cosa”, ha riferito Graviano a fine udienza, dopo aver riferito che del 20% di profitto promesso su quei miliardi – “soldi leciti”, come ha ribadito il suo legale Antonio Sanvito – Silvio avrebbe restituito soltanto “qualcosa”.

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Rispetto alle attese, Graviano (da un mese nel carcere di Cagliari dove non esiste una dura area riservata) aggiunge poco o nulla a quanto aveva già riferito, da imputato, al processo “Ndrangheta stragista”. Anzi, forse medita di “interrompere ogni rapporto” con i giudici. Ma le sue parole, in collegamento video, bastano a sollevare l’ennesimo polverone.

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La reazione della famiglia Berlusconi

La prima a reagire è Marina Berlusconi: “La giustizia si è capovolta: un feroce boss si è travestito da pm per rilanciare le sue infami accuse senza il minimo contraddittorio, e gli si è permesso di trascinare sul banco degli imputati chi non può nemmeno difendersi. Questo è il processo contro Baiardo: un monumento all’ipocrisia giudiziaria. Baiardo, accusato di calunnia, è soltanto un pretesto: i veri imputati sono Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, costretti a un processo surrettizio che fa scempio delle regole dello Stato di diritto”. Seguono commenti duri di Stefania Craxi, di Maurizio Gasparri, del ministro Tajani: “Accanimento giudiziario che va addirittura oltre la morte”.

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La foto contesa e il processo a Baiardo

Graviano ha anche definito “falsità” l’esistenza di una foto che lo ritrae con Berlusconi e il generale dei carabinieri Delfino sul lago d’Orta. È questo il nocciolo del processo a Baiardo, già condannato per il favoreggiamento della latitanza del boss ospite a Omegna con il falso nome di Francesco Mazzola. Questa misteriosa foto mai emersa durante le perquisizioni, Baiardo l’avrebbe mostrata al conduttore di ’Non è l’Arena’, trasmissione poi chiusa. E ai pm, accusò Giletti di aver detto una bugia a verbale. Eppure il gelataio con Giletti aveva fatto televisamente il botto annunciando (e azzeccando) l’imminente arresto di Matteo Messina Denaro. Il processo delle polemiche, comunque, si avvia all’epilogo: il 2 novembre, i pm De Gregorio e Gestri giungeranno alle loro conclusioni. Anche sull’aggravante ’mafiosa’ contestata a Baiardo.