Sono produttori di ossigeno, cibo gourmet e ora accumulatori di energia domestica
Le microalghe hanno tante proprietà. Da una prospettiva ecologica sono tra gli organismi più importanti del nostro pianeta, perché producono ossigeno e nutrono gli animali più piccoli. Da una prospettiva biotecnologica sono invece una cornucopia di sostanze preziose e utili nei processi industriali, in tantissimi settori. E ci sono anche gli chef che le usano come ingrediente segreto delle loro ricette gourmet. Finora però nessuno aveva pensato di impiegarle come accumulatori di energia.
Una recente ricerca apparsa sulla rivista Energy & Environmental Science, coordinata dal ricercatore Paolo Bombelli dell’Università di Cambridge, ha presentato un accumulatore di energia bio-fotovoltaico che raccoglie energia dal sole attraverso la fotosintesi realizzata dalle microalghe, generando una corrente che interagisce con un elettrodo di alluminio e che a sua volta alimenta per almeno sei mesi un microprocessore come quelli dei nostri smartphone. Questa cella bio-fotovoltaica ha performance assimilabili a una batteria AA ma non utilizza materiali rari, come il litio, ed è composta di materia riciclabile e rinnovabile, come solo una coltivazione di microalghe può essere.
Fra qualche tempo sapremo se si tratta o meno di una futuribile via di approvvigionamento d’energia domestica, sempre più guidata da piccole esigenze locali, dato che i microprocessori sono ormai diffusi nei dispositivi di uso quotidiano. Non sarebbe sorprendente: le microalghe sono da sempre il motore principale della vita e potrebbero aiutarci a sfamare la nostra fame di energia, se rifiutassimo di ridurre i consumi.