Lezioni ucraine

efficienza energetica condomini

Per raggiungere la neutralità a livello globale entro il 2050, il settore elettrico europeo deve essere a zero emissioni nette già nel 2035

Investire in efficienza e rinnovabili per garantire l’indipendenza energetica dell’Europa. È quanto emerge dall’ultimo “Eurobarometro” sulla risposta alla guerra russa in Ucraina. Vi è un ampio consenso tra i cittadini europei sulla necessità di mettere subito in campo misure volte ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici, dei trasporti e delle merci (85%) e sulla maggior urgenza di investire nelle rinnovabili (84%) come conseguenza del conflitto ucraino.

La crisi energetica dovuta all’invasione russa dell’Ucraina, infatti, dimostra il fallimento di un modello energetico fondato sul gas fossile come fonte di transizione verso la neutralità climatica. Per garantire la nostra sicurezza energetica possiamo e dobbiamo liberarci velocemente dalla dipendenza dalle fossili. A partire dal settore elettrico, che secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), nelle economie avanzate come quella europea, deve essere a zero emissioni nette già nel 2035 per poter raggiungere la neutralità carbonica a livello globale entro il 2050 e contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5 °C. Solo così sarà possibile vincere la sfida della duplice crisi, energetica e climatica, che rischia di mettere in ginocchio l’Europa. Per contribuire equamente al raggiungimento dell’obiettivo di 1.5 °C, l’Europa deve andare oltre l’attuale obiettivo del 55% e ridurre le sue emissioni di almeno il 65% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, per poter raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Un primo passo in questa direzione viene da “RePowerEu”, il piano proposto dalla Commissione per superare la dipendenza energetica da Mosca e accelerare la transizione puntando su rinnovabili ed efficienza energetica. “RePowerEu” propone, infatti, di aumentare il target delle rinnovabili dal 40 al 45% e quello per l’efficienza dal 9 al 13% entro il 2030. Secondo una prima valutazione del Climate action tracker (Cat), l’Europa in questo modo potrebbe raggiungere una riduzione netta delle sue emissioni del 60-62%. Per centrare l’obiettivo del 65% serve un ulteriore passo in avanti e raggiungere almeno il 50% di rinnovabili e il 20% di efficienza energetica entro il 2030. Un passo in avanti che può e deve essere fatto dall’Europarlamento, che nella plenaria di metà mese ha in agenda la revisione delle due direttive su efficienza energetica e rinnovabili.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

REGISTRATI SUL SITO