Leonardo, i nomi del dopo Cingolani: Folgiero, Donnarumma, Ercolani, Mariani o Cutillo. E all’Eni spunta Elisabetta Belloni

Roma – È una tornata di 842 nomine in 155 società quella che investe le partecipate dallo Stato. Un dossier in ballo nel governo e con i riflettori accesi, in particolare, su Leonardo dopo che, da giorni, si rincorrono indiscrezioni sulla possibilità che non ci sia un nuovo mandato come capoazienda per Roberto Cingolani. Un probabile avvicendamento che ha scatenato molte polemiche: ancora ieri il leader di Azione Carlo Calenda invitava il governo a chiarire “se ci sono ragioni di sicurezza o di performance” a motivare la decisione perché “eventuali ragioni di appartenenza politica confermerebbero un andazzo del governo che decisamente non sta portando bene”.

Il settore, difesa e sicurezza, è certamente delicato e in molti, opposizioni in testa, si sono chiesti se in questo momento così cruciale per il riarmo e la difesa europea lo spoil system del governo sia la mossa giusta. Il vicepremier Matteo Salvini ha mostrato sicurezza, pur spiegando che il dossier non è uno dei suoi: “La scelta che verrà fatta sarà la migliore per il bene del Paese”. Arriverà Stefano Donnarumma, ad di Fs, a Leonardo? “Non posso dire né sì né no – ha proseguito Salvini –. Io Donnarumma l’ho sentito per parlare del problema della dorsale adriatica, non di Leonardo”. La linea del governo sembra quella di voler garantire stabilità delle governance, con qualche ritocco per le presidenze.

Da sinistra: Pierroberto Folgiero, Claudio Descalzi e Gian Piero Cutillo

Leonardo potrebbe essere l’eccezione, con la nomina di un nuovo ad: nella rosa dei papabili c’è certo il nome di Donnarumma, ma anche quello dell’ad di Rheinmetall Italia, Alessandro Ercolani e quello di Pierroberto Folgiero anche se, in caso la scelta cada su di lui, si aprirebbe una difficile partita per la successione in una società di peso strategico come Fincantieri. Resta in campo, però, anche Lorenzo Mariani, il cui nome era già circolato tre anni fa quando poi fu scelto Cingolani, manager con alle spalle un lungo percorso nella galassia dell’ex Finmeccanica e molto stimato nel settore della Difesa. Ma la corsa è talmente affollata che altre indiscrezioni sembrerebbero lanciare Gian Piero Cutillo, attuale capo della divisione Elicotteri della stessa Leonardo, gradito al governo. Pare.

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Infine, all’Eni sembra sicuro un quinto mandato di Claudio Descalzi come amministratore delegato, mentre per la presidenza circola anche il nome di Elisabetta Belloni, diplomatica, ex (prima) direttrice generale del Dis. In Enel, Flavio Cattaneo va verso la conferma con il presidente Paolo Scaroni. Per quanto riguarda la tempistica le prossime liste del Tesoro saranno comunicate entro il 13 aprile per Eni e Leonardo, entro il 17 aprile per Enel e Terna.

Come ha calcolato il centro studi CoMar, il risiko delle nomine vedrà il rinnovo di 214 organi sociali, di cui 118 consigli d’amministrazione e 96 collegi sindacali, in 155 società direttamente o indirettamente partecipate dal Tesoro. Tra le quotate, Mps, Enav, Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna. In scadenza anche Amco, Consap, Equitalia Giustizia, Infratel, Ipzs, PagoPa, Ram, Rfi, Trenitalia, Sogesid, Sogin, Sport e Salute, Stretto di Messina, Sviluppo lavoro Italia, Techno Sky, Valvitalia, e numerose controllate di Autostrade dello Stato, Eni, Enel, Invitalia, Poste, Leonardo Sace, Gse, Rai.