Maturità 2026, cos’è cambiato. Date diverse e un nuovo orale: quando scatta la ‘bocciatura automatica’

La notte prima degli esami, per migliaia di studenti, si avvicina e, all’ansia e alla tensione, si aggiunge la paura di dover affrontare una serie di novità volute dal Ministero che ha deciso di mandare in pensiero il vecchio Esame di Stato per far tornare in auge la “Maturità”. Rispetto a chi ha affrontato la prova negli anni precedenti, gli studenti della generazione 2026 si ritroveranno davanti a cambiamenti importanti, in primis durante la prova orale.

Orale da brividi, quando scatta la bocciatura automatica

La vera rivoluzione tocca il colloquio orale, che quest’anno non lascia spazio a distrazioni. Rispetto al passato non c’è spazio per calcoli tattici per poter arrivare al tavolo della commissione con una preparazione striminzita o, peggio ancora, facendo scena muta forti solo del credito accumulato negli anni per “galleggiare” fino al 60. Oggi le regole del gioco sono chiare: restare in silenzio o rifiutarsi di dialogare significa rischiare grosso, con una bocciatura automatica dietro l’angolo, a prescindere da quanto bene sia andato il triennio. 

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Commissioni più snelle e meno casualità

Anche la gestione delle commissioni si è fatta più agile. Dimenticate i tavoloni affollati: da quest’anno a valutarvi saranno in cinque, tra commissari interni, esterni e presidente. Ma la novità più interessante riguarda proprio come inizierà il colloquio: addio alla casualità delle vecchie buste. Saranno gli studenti, in prima persona, a rompere il ghiaccio raccontando il loro percorso di crescita. Subito dopo, si entrerà nel vivo su quattro materie cardine che permetteranno di sfoggiare la propria preparazione.

Un calendario diverso

Diversamente dagli anni precedenti, il colloquio della Maturità 2026 sarà importante pure per mettere in risalto ciò che gli studenti hanno vissuto fuori dall’aula scolastica. Tutto questo si incastrerà anche in un calendario leggermente diverso dal solito: il via ufficiale è previsto per giovedì 18 giugno con la prima prova di italiano che, in passato, coincideva sempre con il mercoledì, seguita il giorno dopo dalla seconda prova di indirizzo.

Come funziona il voto finale

Per quanto riguarda i voti, il traguardo resta sempre il classico centesimo, dove il credito accumulato nel triennio pesa per ben quaranta punti. Il resto della sfida si gioca tutto sulle prove scritte e sull’orale, che valgono venti punti a testa. Una piccola nota dolente riguarda il bonus: la commissione avrà a disposizione solo tre punti extra (invece di cinque) e potrà ottenerli solo chi partirà da una base solida di almeno novanta. E occhio alla condotta: con un voto troppo basso, anche i sogni di gloria potrebbero complicarsi.