Roma, 18 aprile 2026 – Diversi classiconi sul palco nella puntata di Canzonissima di sabato 18 aprile. Tema della serata è stato ‘La canzone che avrei voluto scrivere’. La finale di Canzonissima andrà in onda sabato prossimo, ovvero il 25 aprile.
Le pagelle
Malika Ayane – ‘Nel blu dipinto di blu’: voto Rigenerator. Nel senso che tutto ciò che Malika tocca approda a una nuova vita. Compresa questa canzone che è diventata talmente un classico della musica internazionale da rischiare di svuotarsi di significato e vita. Ecco, lei gliene ridà di nuovi.

Michele Bravi – ‘I migliori anni della nostra vita’: voto Padre Michele. Ormai Michele Bravi ha preso la china del prete di campagna. Nel senso proprio di stile di interpretazione. Ecco, anche un po’ basta. Dai.
Leo Gassman – ‘Un senso’: voto Eh lo vorrei trovare anch’io. Oltre alla pronuncia “Un zenzo”, che già farebbe rabbrividire, a crearmi un discreto mal di pancia è la sua mancanza di intonazione. Ma perché? Non me lo spiego. Non ce la faccio proprio.
Irene Grandi – ‘Albachiara’: voto Casa sua. Vasco Rossi è il suo habitat e lei sta comodissima sul divano di questa canzone. La interpreta come meglio non potrebbe. Bravissima come sempre. Date tanti palchi a questa grande artista.
Fausto Leali – ‘La valigia dell’attore’: voto No però eh. Urla. Tanto. Troppo. In maniera del tutto irragionevole. Tant’è che è necessario abbassare il volume della tv per non avere i timpani perforati. Occasione sprecata.
Vittorio Grigolo – ‘Perdere l’amore’: voto Vabbè. Le sue interpretazioni sono più o meno sempre uguali. Sempre in versione tenore. Noiosetto a lungo andare.
Riccardo Cocciante – ‘Il cielo in una stanza’: voto Notre Dame. Nel senso che è sembrato proprio che stesse interpretando proprio una parte della propria ‘Notre Dame’. Riccardo Cocciante non si discute, sia chiaro. Però anche meno pesantezza eh.
Elettra Lamborghini – ‘Tanti auguri’: voto Ridateci la vera Elettra. Immobile sul palco, poco convinta, poco divertita. Ma che fine ha fatto la nostra Elettra sguaiata che ci faceva ridere e gustare ogni performance?
I Jalisse – ‘Vacanze romane’: voto Ultrasuoni. Le mie gatte sono corse via dal televisore, spaventate dal fatto che gli ultrasuoni emessi irragionevolmente da Alessandra Drusian potessero attirare dai cani dal resto del vicinato. Ma perché si ostinano a interpretare ogni canzone mostrandoci le tonsille?
Arisa – ‘Nei giardini che nessuno sa’: voto Poesia. Ma cosa possiamo dire a una voce pazzesca e un’artista immensa come Arisa? Semplicemente, parafrasando il titolo di una sua canzone, canta ancora. Per sempre, per favore.
Fabrizio Moro – ‘Il cielo è sempre più blu’: voto Vena. Quella che gli si gonfia in maniera impressionante ad ogni esibizione. Urla e fa karaoke in modo sguaiato. Sempre uguale.
Enrico Ruggeri – ‘A muso duro’: voto Ooooh l’importante è che possa parlare. Ormai non canta più, parla. E infatti questa canzone gli si addice. Riesce perlomeno a trasmettere il messaggio del brano. Il che, rispetto alle ultime puntate di Canzonissima, è già un gran passo avanti.
Chi ha vinto
Ad aver vinto la serata di sabato 18 aprile di Canzonissima è stata ‘Un senso’, interpretata da Leo Gassmann.