Sgomberato a Roma lo spazio ecologista “L.e.a. Berta Cáceres”

Sgomberato a Roma lo spazio ecologista “L.e.a. Berta Cáceres”
L.e.a. Berta Cáceres

Chiuso nonostante il tavolo di trattativa convocato dalle istituzioni. Ma il collettivo non si ferma. Oggi è sceso in piazza per lo sciopero globale sul Clima. E domani sarà a Firenze con gli operai dell’ex Gkn

Un luogo lasciato per anni all’abbandono, all’interno del Parco della Caffarella, dove intrecciare i temi della giustizia climatica con le battaglie transfemministe. Uno spazio sociale teso a promuovere pratiche di lotta ecologista collettive e dove costruire dal basso una “rivoluzione verde”, a partire dai quartieri e dalle istanze territoriali per la tutela dei beni comuni.

Per diciotto giorni ha camminato in questa direzione L.e.a. Berta Cáceres. Una Laboratoria ecologista autogestita occupata da un gruppo di giovani e non, dedicata alla memoria della leader indigena honduregna Premio Goldman per l’Ambiente 2015, assassinata sei anni or sono per aver difeso risorse e territori delle comunità Lenca dalle speculazioni di privati e multinazionali. Un’esperienza di attivismo ambientale emblematica, presa a modello per denunciare nella Capitale cementificazione, mala gestione dei rifiuti, monopolio delle risorse idriche e la svendita del patrimonio pubblico. A partire dal complesso di via della Caffarella 13, nascosto negli alveoli di uno dei polmoni verdi della città, nei pressi di Via Appia Antica.

L’immobile, un tempo chiamato Villa Greco, retaggio dell’abusivismo edilizio che affligge l’area della Regina Viarum, fu acquistato dalla Regione Lazio per insediarvi gli uffici del Parco Regionale dell’Appia Antica e i presìdi del Corpo forestale e della Protezione civile. La villa è stata poi svuotata, trasferita al Fondo Regione Lazio i3 del 2016 e messa all’asta nel 2018, che però andò deserta. Quindi è stata affidata a Invimit Sgr, società partecipata del Mef, per la vendita. “L’ennesimo edificio pubblico lasciato vuoto per essere venduto all’interesse e al profitto del privato, situato in un parco restituito negli anni progressivamente alla cittadinanza, grazie alle lotte dei comitati”, hanno dichiarato gli occupanti.

Un’esperienza di attivismo ambientale emblematica, presa a modello per denunciare nella Capitale cementificazione, mala gestione dei rifiuti, monopolio delle risorse idriche e la svendita del patrimonio pubblico

L.e.a. Berta Cáceres, decisa a restituire lo stabile alla collettività, voleva farne un punto di incontro e riflessione aperto a comitati, movimenti ecologisti, all’attivismo e alla cittadinanza. Aveva gettato le basi per una ciclofficina popolare, un orto collettivo, un’area dibattiti che in due settimane ha ospitato incontri con accademici, docenti universitari, giornalisti e attivisti su estrattivismo, ecologia politica, transfemminismo e diritti umani. Questo fino a ieri mattina, quando alle prime luci dell’alba i blindati di Polizia e Carabinieri, insieme ad agenti della Digos, hanno circondato ed evacuato l’edificio, identificando e denunciando 13 giovani.

“Nonostante fosse arrivata la conferma di un tavolo di trattativa fissato per il prossimo 31 marzo dalla Regione Lazio, la Questura e la Prefettura di Roma hanno deciso di procedere con il sequestro”, hanno commentato in un nota gli attivisti, proprio il giorno prima del Global strike sul clima, al quale la Laboratoria ecologista si stava preparando. E hanno aggiunto: “Le istituzioni, che dagli eventi si sono dimostrate sottomesse alle scelte dell’apparato repressivo, ancora una volta si schierano contro i processi di partecipazione cittadina e in totale contraddizione con tante belle parole su ambiente e sostenibilità”.

L’esperienza di L.e.a. Berta Cáceres, nata in parte durante il Climate camp organizzato dalla Rete Ecosistemica, però non termina qui, assicurano gli attivisti. Oggi il collettivo è infatti sceso in piazza a Roma al fianco del movimento Fridays For Future per lo sciopero globale sul clima, e ha convocato al termine della manifestazione un pic nic nel Parco della Caffarella per immaginare nuovi percorsi futuri e ricordare che “Berta vive e che la rivoluzione ecologica non si sgombera!”, e che al contrario è un seme che si moltiplica. Domani, invece, sarà in corteo a Firenze al fianco degli operai dell’ex Gkn, per il settimo sciopero ambientale incentrato sui temi del lavoro, dell’ambiente e della pace.

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