Temptation Island, il Sanremo dell’estate. Ma quanto piace tradire e perdonare

Sono i problemi economici – più del tradimento – i motivi di rottura della coppie di oggi. Con le donne che non vogliono essere relegate alla figura patriarcale di moglie/angelo del focolare ma al tempo stesso chiedono protezione. Vedi Sabrina che ripetutamente denigra e accusa Giovanni di non svolgere “un vero lavoro” perché gestisce un carretto ambulante di gelati e granite. E anche Soraya, come un disco rotto, attacca e umilia Cristian: starebbe con lei solo per convenienza (lui lavora nella ditta del padre di lei) e, nonostante sia stata lei a finire tra le braccia del tentatore di turno, la colpa di tutto è del fidanzato (ormai ex).

Il (tele)romanzo dei (tele)romanzi, indiscusso protagonista di ogni estate televisiva, quest’anno è andato oltre ogni aspettativa: l’ultima puntata di Temptation Island in onda mercoledì ha registrato 4.247.000 spettatori pari al 35,5% di share, la più vista nella storia del programma di Canale 5. L’intera edizione è stata seguita da una media di 3.970.000 italiani (31, 3% di share) e ha generato oltre 700 milioni di visualizzazioni sui profili social ufficiali del programma.

“Risultati come questi dimostrano che, con i prodotti giusti, capaci di rinnovarsi continuamente, la televisione generalista continua a essere al centro dell’attenzione del Paese”, sostiene Pier Silvio Berlusconi ringraziando Maria De Filippi, la “queen“ dello show (prodotto da Fascino PGT).


Un fenomeno di costume

Dopo quindici edizioni, dunque, il reality condotto da Filippo Bisciglia (quest’anno in versione amico e confidente, anche troppo) ha travalicato i confini del piccolo schermo per trasformarsi in un vero e proprio fenomeno di costume, capace di influenzare linguaggio e abitudini. Linguaggio: tutti i concorrenti intercalano i loro racconti con un “a oggi” qui e un “a oggi” là; la parola “percorso” ormai significa tutto, dal più blando petting con gli sconosciuti in costume da bagno alle più profonde agnizioni psico-freudiane.

L’endorsement di Meloni

Abitudini: altro che “guilty pleasure“, ora chi lo guarda non lo nasconde più. Anzi, lo commenta in pubblico compulsivamente: durante la visione serale, il giorno dopo al lavoro, via WhatsApp sui gruppi d’ascolto tra amici, via social interagendo con estrema facilità pure coi profili Instagram dei protagonisti in gioco. La consacrazione finale? L’endorsement di Meloni, che ha tirato in ballo lo show coniando, a proposito di Trump, il suo assioma da tramandare ai posteri: eh no, “la politica estera non è Temptation Island”.

Perché non ci sono le canzoni in gara, ma tutto il resto sì: è il “Sanremo dell’estate” (e infatti il FantaSanremo è qui diventato FantaTemptation). Un rito collettivo: davanti al falò di confronto siede in trepida attesa tutta l’Italia. Le parole di Bisciglia, “ho un video per te” sono ormai una formula sacrale. E poco importa come andrà a finire: il pubblico resta incollato per avere la conferma di averci visto giusto. È la differenza tra l’essere curiosi e il giudicare, e noi italiani abbiamo una lunga storia legata al (pre)giudizio.

Le storie

Le storie portate in scena, per quanto amplificate dal contesto, infatti, mettono a nudo dinamiche universali in cui chiunque può rispecchiarsi: la mancanza di comunicazione, la paura dell’abbandono, il bisogno di conferme e la complessa gestione della fiducia all’interno di una relazione. Come nel caso di Francesca e Danilo: entrati per la gelosia di lei, escono separati dopo l’ennesimo falò di confronto perché lui non le crede più dopo aver scoperto che la ragazza si sente ancora col tentatore.

Separazione netta anche per Sara e Gabriele (“follia”): la coppia del video su OnlyFans esce distrutta dalla gelosia ossessiva di lui e del profondo malessere psicologico accumulato da lei. Che un tradimento si possa superare ne sono esempio Alessandra e Rosario: escono separati, al secondo falò insieme e dopo un mese separati lasciando aperta una porticina perché entrambi si dichiarano innamorati.

L’inarrestabile trionfo

Si dirà: poco di nuovo sul fronte del romanzo popolare, dal feuilletton dell’Ottocento alle soap opera degli anni ’80. E in fondo è così, e forse proprio questo spiega l’italico, inarrestabile trionfo. Temptation Island intrattiene, emoziona e fa immedesimare il pubblico attraverso meccanismi narrativi immediati e universali. Soprattutto può apparire uno show libertino, ma solo in superficie: alla fine premia la fedeltà, espone il traditore al pubblico ludibrio, chiude con anelli e proposte di matrimonio. Vedi l’ex calciatore Diamante, in ginocchio davanti alla sua Bernadette. Sfodera il brillante anche Andrea per la sua Iris di cui si scopre perdutamente innamorato dopo averla vista intrattenersi con un single: folgorato sulla via di Maria. Come i milioni di spettatori.