Imola, 5 maggio 2026 – Padova si prepara a un bagno di folla per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi. Il bolognese, ex pilota e campione paralimpico di handybike, che si è spento il primo maggio nella struttura dell’Opera Immacolata Concezione di Padova dove era ricoverato, sarà salutato da migliaia di persone, che la basilica di Santa Giustina non potrà contenere. Come incontenibile è l’affetto, di chi ha voluto bene al campione e anche di chi non ne conosceva a fondo la storia: per questo, per permettere a tutti di partecipare al saluto, nella piazza padovana di Prato della Valle, che sarà chiusa al traffico dalle 9 alle 13, sarà allestito un maxischermo. Il rito potrà essere seguito anche sul nostro sito web. A celebrare la funzione, col parroco della Basilica padre Federico Lauretta, sarà don Marco Pozza, amico personale di Zanardi, cappellano del carcere di Padova che permise il contatto con Papa Francesco. Saranno tante le personalità presenti, in particolare dalla sua Bologna ma un po’ da tutta Italia. Il Veneto ha proclamato una giornata di lutto regionale. Davanti all’altare sarà posizionata la sua hand bike.
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/sport/achille-polonara-ritiro-basket-s83od4si
L’intervista
Sorridere alla vita, sempre. Anche quando i guai provano a riscrivere una parte della trama. “Me l’ha insegnato Zanardi che per me è stato, prima di tutto, un esempio. Poi anche un compagno di tante gare con l’handbike”, parole e musica di Davide Cortini. Già, perché il paratleta di Sassoleone classe 1977, campione europeo a Rotterdam nel 2023 e con le medaglie d’argento e bronzo al collo ai mondiali del 2024 e 2025 di specialità, Alessandro l’ha conosciuto proprio bene.
Cortini, il primo incontro con Zanardi?
“Nel giugno del 2018 al velodromo di Padova quando venni reclutato per i test del suo progetto Obiettivo 3”.
Lei era reduce da una lunga degenza al Montecatone Rehabilitation Institute di Imola dopo quel maledetto incidente del 2017 in bicicletta che l’aveva privata dell’uso delle gambe.
“Per noi degenti a Montecatone, Zanardi è sempre stato un mito. Pensai subito a lui dal mio letto in ospedale. Un esempio e un punto di appoggio importante per chi, come me, ha vissuto due vite: una in piedi e l’altra a sedere”.

Un riferimento continuo.
“Andare in carrozzina è un po’ come tornare bambini piccoli. Ci sono tante cose nuove da imparare. Le imprese sportive di Alex furono un forte sprone per capire da dove ripartire. Ogni paziente di Montecatone, però, mi ha lasciato in dote qualcosa”.
Tra quei corridoi prese coscienza del progetto Obiettivo 3.
“Sì, ne parlavamo spesso in corsia così decisi di compilare la domanda. Mi risposero e fui convocato a Padova per i test, davanti agli occhi di Zanardi. Cinquanta atleti in lizza ma entrammo nel progetto in una decina”.
Poi?
“Mi fornirono l’handbike e iniziammo a fare prove e gare (Cortini è tesserato per la Restart Sport Academy di Padova, ndr). Ho sempre creduto nella mia predisposizione per la disciplina e i risultati, con il tempo, mi hanno dato ragione”.
La sua prima competizione di rango internazionale a Marina di Massa qualche mese dopo.
“Arrivai tra i primi quindici, in gara c’era anche Alex. Eravamo tutti un po’ come suoi figli e lui non ci ha fatto mai mancare parole di incoraggiamento e consigli preziosi. Per non parlare di quelle mangiate tra battute, scherzi e sorrisi”.
Alla Maratona di Firenze, sempre nel 2018, giunse al traguardo sotto il muro dell’ora e mezza di gara.
“Alessandro mi disse che ero stato mostruoso. Quella frase è ancora scolpita qua dentro. Fu la spinta decisiva per perdere qualche chilo e puntare ancora più forte sui miei mezzi”.
Come ha reagito alla notizia della sua morte?
“Mi è successa una cosa strana: non riesco ad essere triste. O meglio, dentro sono a pezzi e faccio le mie condoglianze alla moglie Daniela e al figlio Niccolò, però…”.
Però?
“Alex mi ha insegnato a sorridere a tutti i colpi bassi della vita. E allora voglio ricordarlo con un enorme sorriso e senza versare una lacrima. Lui, in fondo, mi ha trasmesso la capacità di trovare tanta luce anche dentro al buio più pesto”.
I suoi prossimi impegni?
“Il 7 e 9 maggio le ultime gare di Coppa del Mondo tra crono e prova in linea poi, a metà giugno, l’Europeo a Maniago da campione in carica. Il mio obiettivo? I mondiali in Alabama, negli States, ai primi di settembre: voglio vincere e dedicare ad Alex quella medaglia”.