La Calabria ti “regala” la casa: 20 milioni di euro per ripopolare i borghi

Catanzaro, 5 novembre 2026 – Un primo pacchetto di 50 abitazioni dislocate nei centri a rischio estinzione, ristrutturate da cima a fondo a spese pubbliche e pronte a essere consegnate senza sborsare un solo euro di affitto. Si chiama ‘Ripopola Calabria’ ed è la scommessa del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per contrastare la fuga dai territori e restituire linfa vitale alle aree interne. “Venite a vivere in Calabria a zero euro, è quello che diciamo a quelli che vogliono trasferirsi nei borghi calabresi”, ha dichiarato il governatore nel video di presentazione del piano. L’amministrazione regionale punta così a recuperare gli immobili pubblici in disuso e trasformarli in alloggi moderni ed efficienti, mettendoli a disposizione di chi sceglierà di trasferirvi stabilmente la propria vita per un periodo minimo di dieci anni.

Cifre, tetti di spesa e comodato d’uso

Per sostenere la misura, la Giunta ha messo sul piatto una dotazione finanziaria complessiva di 20 milioni di euro attinti dalla Sezione ordinaria del Piano Sviluppo e Coesione (PSC) 2021-2027. La Regione coprirà i costi dei cantieri fino a un tetto di 2.000 euro al metro quadrato, per un contributo massimo che potrà raggiungere i 280.000 euro sulla singola unità abitativa. “È un progetto sperimentale, si può scegliere fra le prime 50 case che abbiamo messo a disposizione di chi vuole spostare la residenza in Calabria”, ha sottolineato Occhiuto. È fondamentale però distinguere la misura dalle iniziative a un euro viste in passato: le case non diventeranno di proprietà dei beneficiari. Si tratta di una concessione in comodato d’uso gratuito della durata esatta di un decennio, regolata da un accordo trilaterale sottoscritto dalla Regione, dal Comune proprietario del bene e dal cittadino assegnatario. “Ristruttureremo queste case a spese della Regione, non pagheranno un solo centesimo e avranno la possibilità di stare in queste case per 10 anni, gratuitamente”. Allo scadere dei dieci anni, il patrimonio ristrutturato tornerà integralmente nella disponibilità pubblica del municipio.

I requisiti e la mappa dei primi 26 borghi

Il piano pilota scatta subito coinvolgendo 26 comuni calabresi, tutti con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, distribuiti in modo capillare tra le cinque province. Tra i primi centri inseriti nel catalogo online figurano borghi come Caccuri, Scigliano, Alessandria del Carretto, Dipignano, San Lorenzo Bellizzi, Altilia e Rovito nell’area Cosentina, oltre ad Amato, San Floro e San Mango d’Aquino nel Catanzarese e Cessaniti nel Vibonese. L’assegnazione avverrà tramite graduatorie pubbliche definite per ciascun alloggio. La selezione prevede precisi criteri premiali destinati a favorire giovani coppie, famiglie con figli (anche monoparentali), smart worker, lavoratori autonomi, professionisti del settore culturale e persone con disabilità. Ad attendere i nuovi residenti ci saranno strutture comunali dedicate all’accoglienza e all’orientamento burocratico.

I vincoli d’uso e il no alle attività turistiche

La Regione ha impostato sbarramenti rigidi per impedire qualsiasi speculazione. Gli alloggi, che possono raggiungere una superficie di 140 metri quadrati, dovranno avere una destinazione d’uso esclusivamente residenziale. Resta tassativamente vietata la sublocazione, così come la trasformazione degli spazi in strutture ricettive, B&B, affittacamere o sedi operative riservate ad attività commerciali e studi professionali. L’obbligo principale rimane il cambio effettivo di residenza entro i termini previsti dal bando e il mantenimento della dimora abituale nell’immobile per tutta la durata del decennio. Le domande e le schede dei singoli immobili sono già consultabili sulla piattaforma telematica dedicata ripopola.regione.calabria.it. Il governatore si è detto molto entusiasta del progetto che vede come un’opportunità da cogliere al volo “perché vivere in Calabria è bello e conviene”.

Le perplessità e lo scontro politico

Sul piano politico locale l’iniziativa ha acceso aspre polemiche. I gruppi di opposizione e diversi osservatori del territorio mettono in discussione il rapporto tra le risorse impiegate e il numero effettivo di beneficiari. Tra le voci più critiche c’è quella del consigliere Antonello Talerico, che ha definito la misura “un’ennesima operazione di propaganda politica fatta per i social”. L’avvocato ha poi rimarcato che “la Calabria non ha bisogno di spostare qualche residente, ma di attrarre investitori, imprese. Inoltre, la casa da sola non fa vivere nessuno: chi trasferisce una famiglia in un borgo ha bisogno di lavoro, di scuola, sanità e trasporti”.