L’ecologia profonda di Papa Francesco

Fiat Lux 2015 San Pietro

Bergoglio è l’emblema di una visione olistica, dove il progresso sociale è complementare alla gestione della natura

Nel suo messaggio all’ultimo Congresso dell’apostolato del mare, o Stella Maris, Papa Francesco ha ribadito che i danni a questo ecosistema colpiscono in modo sproporzionato i più poveri. La fratellanza planetaria guidata dalla equa condivisione delle risorse non può prescindere dalla protezione del più grande ecosistema del nostro pianeta, che non è solo acqua e natura selvaggia. È anche l’immenso specchio liquido nel quale si riflette una vulnerabile umanità, fatta da una miriade di comunità locali minacciate di estinzione per via di un disagio socioeconomico inasprito dall’economia globale e dalla marea montante del cambiamento climatico che minaccia di travolgerla.

L’attuale papato è sempre più l’emblema di una visione olistica della vita, dove il progresso sociale è complementare alla gestione della natura. Ricordiamo ancora quando, in una mite e serena notte dell’Immacolata, fluttuanti meduse dagli ombrelli tondeggianti presero a sovrapporsi alle cupole della basilica di San Pietro, una balena a navigare tra i suoi portali e l’architrave, coralli rossi erompere dal bianco candore marmoreo, mentre un uomo sospeso a mezz’acqua veniva circondato da un branco di pesci azzurri. In quella notte del 2015, l’epicentro del cattolicesimo prese a illuminarsi di natura e umanità con l’installazione “Fiat Lux”, dove attraverso la proiezione di gigantografie naturalistiche Francesco rimarcava il valore intrinseco del “creato”.

Sono trascorsi sette anni da “Fiat Lux”, nonché dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato Si’”, nella quale Francesco comunicava l’importanza di proteggere la “nostra” biodiversità, a cominciare dagli “organismi marini che non teniamo in considerazione, come certe forme di plancton che costituiscono una componente molto importante nella catena alimentare marina, e dalle quali dipendono, in definitiva, specie che si utilizzano per l’alimentazione umana”. Le parole di Francesco, oggi come allora, sono ecologia nell’accezione primigenia: comprensione profonda delle intrecciate relazioni tra (tutti) gli esseri viventi.

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