Toronto (Canada), 26 giugno 2026 – Nell’ambito del Gruppo I, finora sia Senegal che Iraq hanno conosciuto solo sconfitte contro Norvegia e Francia, già certe dei primi due posti. Gli africani aprono al meglio la partita con due episodi favorevoli in meno di un quarto d’ora di gioco: al 4′ vantaggio firmata Diarra dagli sviluppi di un corner e a partire dal 13′ superiorità numerica grazie al rosso comminato dall’arbitro Taylor dopo on field review per fallo da ultimo uomo su Mané, uno dei più volitivi dei suoi ( come testimoniato dal palo centrato nella ripresa), chiamati necessariamente a vincere e a segnare tanto per sperare. In realtà, in ciò che resta del primo tempo la Nazionale di Thiaw non spinge molto sull’acceleratore, cosa che accadrà nella ripresa, quando segnano Sarr e il neo entrato Pape Gueye tra il 56′ e il 59′, con quest’ultimo che si ripete al 71′ prima di diventare anche assistman per la sventola di Ndiaye che chiude una goleada che certifica due cose, una certa e l’altra no: l’eliminazione della Nazionale di Arnold, ferma a zero punti e appena 1 gol realizzato a fronte di ben 12 subiti, e le speranze del Senegal, la prima squadra africana a segnare 5 reti nella rassegna iridata, di entrare nel lotto delle migliori terze.
Le formazioni ufficiali
Thiaw sceglie un 4-2-3-1 aperto da Diaw, con Diatta, Seck, Niakhate e Jakobs in una difesa schermata da Idrissa Gueye e Diarra: l’unica punta è Sarr, assistito da Mbaye, Camara e Mané. Arnold replica con un 4-1-4-1 che tra i pali vede Basil, protetto da Putros, Hashem, Sulaka e Doski: sulla mediana c’è Al Ammari, mentre sulla trequarti agiscono Jasim, Bayesh, Iqbal e Qasem, mentre davanti tocca ad Al Hamadi.
Primo tempo
Al 4′, al primo attacco, passa in vantaggio il Senegal: dagli sviluppi di un corner, Seck trova il colpo di testa giusto ma alla fine il gol è di Diarra, che ribadisce nel sacco con un tocco a pochi centimetri dalla linea di porta. Poco male, fatto sta che gli africani aprono al meglio il match, mentre per gli asiatici la salita si fa ancora più ripida al 13′, quando Sulaka viene espulso dall’arbitro Taylor dopo on field review per fallo da ultimo uomo su Mané: proprio quest’ultimo va alla battuta della successiva punizione, ma Basil si allunga e risponde presente, con Seck che non riesce a concludere al meglio l’azione. La contromossa di Arnold per l’uomo in meno è Younis per Qasem, mentre Basil resta in campo nonostante un colpo alla spalla nella precedente azione. A maggior ragione si ravviva l’assedio del Senegal, chiamato a segnare anche tanto per sperare in una buona differenza reti: al 17′ Sarr prova a chiudere bene un’azione nata da fallo laterale, ma la conclusione è alta. Al 20′ l’Iraq, nonostante tutto, prova a reagire: Jasim prima batte una punizione e poi la successiva respinta della barriera, ma in entrambi i casi non ha fortuna. Dopo l’hydratation break, il Senegal riprende ad attaccare: al 33′ Mané serve Jakobs, che con una conclusione in diagonale sfiora il palo. Il recupero è addirittura di 9′, all’inizio dei quali Mané sfodera una grande sventola da fuori che non va lontana dal bersaglio. Poi, dopo un’eternità, arriva il duplice fischio arbitrale: a metà gara Senegal avanti, ma solo di uno.
Secondo tempo
Dopo i tanti acciacchi fisici, Basil resta negli spogliatoi, rilevato da Hassan, messo subito sotto pressione dagli attacchi del Senegal: al 51′ ci prova il solito Mané, ma da zero metri la palla si impenna troppo, traiettoria imitata poco dopo suo malgrado da Jakobs, con Mbaye a fare un lavoro pregevole a destra per mettere quanti più cross possibili. L’Iraq ha dei moti di orgoglio, come quando Jasim rientra sul destro e impegna Diaw, finora uno spettatore non pagante. Al 54′ deve invece sporcarsi i guantoni Hassan per respingere la botta di Sarr. Il 2-0 è nell’aria e si materializza al 56′, quando proprio il numero 18 ribadisce in rete il traversone basso di Camara, dopo l’ennesima brutta palla persa in fase di costruzione dagli asiatici. Thiaw mette mano alla panchina, inserendo Pape Gueye per Diarra, Ndiaye per Mbaye, Ciss per Seck e Jackson proprio per Camara, una vera e propria rivoluzione, mentre sponda Iraq si vedono Al Reeshawee e Yousif in luogo di Jasim e Al Hamadi. Neanche il tempo di riavviare il gioco che il Senegal cala il tris proprio con un volto nuovo, Pape Gueye, che riceve da Sarr e scarica un missile mancino praticamente al primo pallone toccato che termina nel sette, ma ancora una volta la fase di impostazione dell’Iraq ha lasciato molto a desiderare. L’ultima mossa di Arnold, che arriva a ridosso dell’hydratation break, è Yakob per Iqbal. Si riprende il gioco e il Senegal arrotonda ancora il bottino al 71′ con Pape Gueye, che riceve da Ndiaye e scarica un altro mancino di pura potenza su un’altra palla vagante lasciata dagli uomini in bianco pericolosamente nei pressi della propria area di rigore. Gli africani insistono in un secondo tempo al limite della perfezione, ma al 75′ Mané deve fare i conti con il palo che gli nega la gioia del gol. Arriva poi l’ora dell’ultima mossa dalla panchina di Thiaw: scende Sarr, sul tabellino per gol e assist, e sale Diao. La rete la trova invece all’82’ Ndiaye ed è ancora di pregevole fattura, con un fendente destro violentissimo che fa secco Hassan su imbeccata del solito di Pape Gueye. I minuti di recupero sono 6′ che il Senegal prova a sfruttare per arrotondare ulteriormente il bottino, ma la punizione calciata da Ciss è preda di Hassan, che oggi ha visto passare dalle sue parti molto peggio: il portiere iracheno è attento anche sul tentativo di Pape Gueye, per poi ripetersi sulla rasoiata di Ndiaye da distanza ravvicinata. Ormai i buoi sono però scappati dalla stalla per gli asiatici, fuori dal Mondiale: il Senegal invece vince, dilaga e spera.