Mastella: “Una nuova Margherita essenziale per vincere le elezioni. Io? Vado per i cavoli miei: sono un elemento ontologico da 100mila voti”

Roma – Onorevole Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ex ministro, lei è da sempre favorevole alle preferenze, perché?

“C’è stanchezza e noia elettorale, una stanchezza della democrazia. È una banalità etica dire che con il voto di preferenza ci sarebbero motivi di connessione di natura criminale perché nessuno dice una cosa: noi votiamo al Comune con le preferenze, alle Europee e alle Regionali con le preferenze e solo alle Politiche dovrebbe scattare questo allineamento tra criminalità ed elezioni? Mi pare un po’ una idiozia”.

La Lega si dice contro, sbaglia?

“Esattamente, perché dà l’idea della paura. La Lega, già in grande difficoltà, rischierà di essere quasi azzerata, nel senso che non avrà la vitalità e il successo che ha maturato negli anni passati, perché gioca in una posizione difensiva, la politica non si fa sulla difesa”.

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Il centrodestra, intanto, è alle prese con la prima opposizione da destra, Vannacci…

“Vannacci se è fuori sistema come è capitato a Grillo, alla Meloni stessa, a Salvini in una elezione esplode, se sta fuori dalla coalizione prende più voti, mentre se vuole fare il ministro della Difesa starà dentro… In Italia però, a differenza della destra in Germania che è sola, di Farage in Gran Bretagna e di Le Pen in Francia, c’è una matrioska di destra: Salvini, Fratelli d’Italia, Vannacci…”.


Veniamo al centrosinistra. Ha auspicato la nascita di una Margherita 2.0 ma ha detto che le fanno la guerra. Chi e perché?

“Sì, dalle mie parti mi fanno la guerra. Però, guardi, è la stessa situazione per cui io, pur avendo avuto magistrati che hanno applicato un criterio logico persecutorio, ho scelto di votare per il no al referendum (sulla riforma della giustizia, ndr). Non è che mi imbarazzi il fatto che, localmente, il Pd e una certa area di sinistra sia contro di me, resta l’idea di mettere insieme questa componente della Margherita perché la sinistra senza il centro non vince. Ma qual è il limite? Che ognuno ambisce ad essere il personaggio attrattivo. Renzi, pur avendo capacità, non lo vogliono in diversi, Onorato mette assieme una serie di ipotesi di consenso politico di amministratori, ma è tutto da dimostrare… Questo centro può essere l’elemento che ridetermina una chimica vitale per un’area che, nella polarizzazione, è rimasta fuori. Ricordo peraltro che, nel referendum, si è vinto di più al Sud con il No che al Nord, ci possono essere recuperi importanti più nel Sud che al Nord”.

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Ma senza un leader come si fa?

“Un leader può essere il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, è il presidente dei sindaci italiani, ha tutte le caratteristiche. Non mi convince la Salis (Silvia, ndr), lo dico con onestà, perché non è che ti improvvisi leader nazionale dopo che fai il sindaco da un anno, magari tra un po’ di tempo… Peraltro nessuno a sinistra fa il conto che, laddove Grillo dovesse vincere la battaglia per il simbolo con Conte, si avrà di certo un nuovo partito in cui ci saranno Di Battista, l’ex sindaca di Roma, non so se anche Appendino e sarà anch’esso attrattivo. Quindi, siccome, magari, perdi in quell’area, nell’area della sinistra o nell’impasto magmatico dei Cinquestelle, devi recuperare più al centro: chi dovrebbe spingere questo lavoro sono la Schlein e Conte stesso, che sono i due che vanno a capitalizzare il consenso per vincere”.

E non lo stanno facendo?

“Sono più interessati a utilizzare tutti per dire votate per me alle primarie e poi vediamo. Invece, bisogna fare un discorso diverso, sono contrario alle primarie come vengono fatte adesso. Io non ho mai capito la lotta a oltranza tra due e poi quando vai contro la Meloni perdi… Le primarie vanno fatte per capire chi ha maggiore forza persuasiva nel popolo italiano per vincere contro la Meloni”.

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Sarà in campo per le Politiche?

“Mentre gli altri sono un partito io sono io e porto voti per i cavoli miei, sono un’entità, un elemento ontologico della politica italiana, che ha più di 100mila voti che sono tanti, mi dica: chi li prende in una regione da solo?”.

Tra meno di tre anni si vota anche per il Quirinale…

“Chi vince le elezioni dà l’indicazione per il Quirinale, secondo me se vince il centrodestra come ha rotto il tetto di cristallo per il governo lo farà anche per il Colle, se vince Meloni ci vorrà andare”.